Accoltellato ad Ascoli durante una lite, il parrucchiere Nico Tacconi muore in ospedale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La serata di domenica 19 aprile, ad Ascoli, si è trasformata in tragedia quando un alterco, apparentemente banale e poi degenerato in violenza cieca, ha portato alla morte di un uomo di 34 anni. Il fatto è avvenuto in via Pergolesi, nel quartiere Borgo Solestà – una zona che certo non è abituata a episodi di questa gravità – e ha visto protagonisti due italiani, entrambi ascolani, il cui scontro è culminato in un accoltellamento fatale. La vittima, come confermato successivamente, è il parrucchiere Nico Tacconi, la cui identità è emersa solo dopo il trasporto d’urgenza all’ospedale Mazzoni.

I soccorsi e il rapido aggravarsi del quadro clinico

Nonostante l’intervento tempestivo dei sanitari del 118, giunti sul posto insieme ai carabinieri, le condizioni del ferito si sono rivelate subito critiche. Già durante i primi soccorsi, prestati all’interno dell’appartamento dove la lite è scoppiata, il trentaquattrenne presentava una ferita da punta e taglio di una certa rilevanza; eppure, nessuno avrebbe potuto prevedere la velocità con cui il suo quadro clinico è peggiorato. Trasferito in ospedale, il giovane è deceduto poco dopo il ricovero, nonostante i tentativi della rianimazione. I medici, in sostanza, non hanno potuto fare altro che constatare l’esito letale di un fendente che ha reciso organi vitali.

Il fermo del presunto aggressore e le indagini dei carabinieri

Sulla dinamica, ancora tutta da ricostruire nei dettagli, gli investigatori dell’Arma mantengono il massimo riserbo. Quel che si sa, per ora, è che la lite è scoppiata tra due persone di origine italiana: una di loro, quella che avrebbe sferrato la coltellata, è un uomo di circa 50 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici; l’altro, la vittima, aveva invece 34 anni (e non 40, come circolato in alcune prime ricostruzioni). I carabinieri, giunti dopo la segnalazione della rissa, hanno immediatamente fermato il presunto aggressore – anche lui ascolano – portandolo in caserma per un interrogatorio serrato. Nessuna arma è stata ancora ufficialmente sequestrata, ma gli investigatori stanno setacciando l’appartamento di via Pergolesi alla ricerca del coltello utilizzato.

I risvolti giudiziari e l’attesa per l’autopsia

La procura di Ascoli, che ha aperto un fascicolo per omicidio, ha disposto il sequestro della salma per l’autopsia: solo l’esame del medico legale potrà stabilire con precisione il numero esatto dei colpi inferti e la loro direzione. Al momento, il movente resta il grande punto interrogativo di questa vicenda. Si parla di un litigio scoppiato per futili motivi, forse legati a questioni di vicinato o a vecchi rancori personali, ma nessuna di queste ipotesi ha trovato ancora riscontro negli elementi raccolti. I carabinieri stanno ascoltando alcuni testimoni che abitano nello stabile di via Pergolesi, nella zona di Porta Cappuccina, nella speranza di ricostruire i minuti precedenti l’aggressione. L’uomo fermato, intanto, rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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