Lite ad Ascoli, il parrucchiere Niko Tacconi ucciso a coltellate: arrestato un 54enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il delitto è maturato tra le mura domestiche di un appartamento nel quartiere Borgo Solestà, ad Ascoli Piceno, dove una lite – ancora avvolta da un fitto alone di ambiguità per gli inquirenti – si è conclusa nel sangue intorno alle diciannove di domenica 19 aprile. La vittima, Niko Tacconi, trentaquattrenne barbiere e parrucchiere molto noto in città (una popolarità legata anche alla sua passione per la musica latina e la partecipazione a serate nei locali), è stato raggiunto da una coltellata all’addome che gli è stata fatale. Nonostante i tentativi dei sanitari del 118, che lo hanno trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Mazzoni, il trentaquattrenne è deceduto poche ore dopo a causa della gravità della ferita riportata.

La dinamica e l’arresto del presunto aggressore

L’allarme è scattato grazie alle segnalazioni dei vicini di casa, i quali, dopo aver udito l’alterco, hanno chiamato le forze dell’ordine. Quando i carabinieri del comando provinciale di Ascoli Piceno sono giunti sul posto in via Pergolesi – zona Porta Cappuccina – hanno trovato il giovane ancora agonizzante. A sferrare il colpo letale sarebbe stato Emanuele Bellini, cinquantaquattrenne ascolano, che si trovava nell’appartamento insieme alla vittima. Bellini, che secondo una prima ricostruzione avrebbe impugnato un coltello da cucina al culmine di una furibonda discussione (forse originata da questioni economiche, sebbene gli inquirenti non escludano altre piste come l’ambiente della tossicodipendenza), è stato bloccato poco dopo. Già in tarda serata, intorno alla mezzanotte, il cinquantaquattrenne – gravato da piccoli precedenti di polizia – è stato dichiarato in arresto con l’accusa di omicidio volontario e trasferito nel carcere di Marino del Tronto.

Il profilo della vittima e i precedenti giudiziari

Sul luogo del delitto sono intervenuti anche il procuratore capo Umberto Monti e la sostituta Saramaria Cuccodrillo (titolare dell’inchiesta), mentre i militari del reparto scientifico hanno effettuato i rilievi del caso per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Niko Tacconi, che aveva un’attività di barbiere in piazza Ventidio Basso (negli ultimi tempi risultava chiusa), recentemente era stato al centro di una vicenda giudiziaria: lo scorso dicembre aveva ricevuto una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia ai danni della madre, sentenza che i suoi legali avevano però impugnato in appello.

Le indagini sul movente

Al momento, la procura sta cercando di chiarire i motivi precisi che hanno scatenato la lite fatale tra i due conoscenti. Sebbene Bellini nell’immediatezza abbia detto agli inquirenti di essersi difeso, gli investigatori non hanno ancora confermato né smentito la legittima difesa, concentrandosi invece sull’analisi dei rapporti pregressi tra i due uomini e sulla natura della discussione scoppiata nell’appartamento del cinquantaquattrenne.

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