Silenzio e rispetto per Niko: il dolore di Ascoli dopo l’omicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   ASCOLI – Sopra l’antico lavatoio, simbolo silenzioso del quartiere di Porta Solestà, è comparso nella notte uno striscione che recita: “Il quartiere piange il suo barbiere, ciao Niko”. Quel gesto, semplice e carico di una commozione che non ha bisogno di troppe parole, fotografa lo stato d’animo di una città intera dopo l’omicidio del giovane parrucchiere avvenuto ieri, domenica 19 aprile. Niko Tacconi, 34 anni, figura ben nota non solo per la professione ma anche per la passione travolgente per la musica latina e le serate nei locali, è stato ucciso con una coltellata all’addome al culmine di una lite. L’episodio, avvenuto nell’abitazione di un conoscente, ha gettato nello sconforto chi lo conosceva, mentre in molti, a partire dal sindaco Marco Fioravanti, hanno chiesto rispetto e silenzio per cercare di comprendere quanto realmente accaduto in via Pergolesi.

L’arresto e la dinamica della lite

I carabinieri di Ascoli Piceno, intervenuti tempestivamente dopo la segnalazione giunta al 112 intorno alle 19, hanno arrestato nella notte Emanuele Bellini, 54enne del posto con alcuni piccoli precedenti penali alle spalle. L’uomo, ora rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto, è accusato di omicidio volontario. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, la vittima si era recata nell’appartamento dell’indagato – che si trova proprio nel cuore di Borgo Solestà – e lì la discussione, forse nata per motivi ancora in fase di accertamento da parte della Procura, è degenerata rapidamente. Bellini avrebbe impugnato un coltello, sferrando un fendente letale all’addome del 34enne. I sanitari del 118 hanno tentato invano di rianimarlo lungo il tragitto verso l’ospedale Mazzoni, ma la grave emorragia interna non ha lasciato scampo.

Il racconto dell’amica e la lite sui social

A gettare luce sugli attimi precedenti la tragedia è stata un’amica della vittima, Cinzia Castiglioni, che ha indicato il bar frequentato da entrambi come luogo simbolico di un litigio iniziato a distanza. “Mi hanno raccontato che avevano cominciato a discutere per messaggi su WhatsApp – ha spiegato – e poi lui ha detto ‘adesso ci vado a parlare lì’”. Un tentativo di chiarire faccia a faccia che si è rivelato fatale. La stessa amica racconta che alcuni avevano provato a seguirlo per fermarlo, ma quando sono arrivati sul posto, Niko era già stato accoltellato. Non solo: sembra che ci fossero tensioni pregresse legate a una signora ospitata nel quartiere, situazione che avrebbe creato attriti ripetuti. Nel ricordare la vittima, Cinzia lo descrive come una persona “sempre sorridente, cortese con tutti”, capace di tagliare i capelli gratis a chi non aveva i soldi per pagare. Una generosità, quella di Niko, che oggi fa ancora più male a chi lo conosceva.

Il giallo del movente e il profilo della vittima

Mentre gli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Umberto Monti e dalla sostituta Saramaria Cuccodrillo, setacciano l’appartamento e acquisiscono i tabulati telefonici per fare piena luce sul movente, emergono dettagli sul profilo della vittima. Tacconi, molto popolare ad Ascoli, aveva recentemente riportato una condanna a 3 anni e 4 mesi per maltrattamenti in famiglia: una sentenza che, attraverso i suoi legali, aveva però impugnato in appello. Un aspetto, questo, che la cronaca giudiziaria dovrà chiarire, ma che al momento non sembra avere alcuna correlazione diretta con l’agguato di domenica sera. Per ora, il quartiere piange il suo barbiere. Sul lavatoio di Porta Cappuccina, dove campeggia la “Esse” che indica la zona di Shangai, lo striscione è l’unico commento a una vicenda che ha scosso l’intera comunità ascolana.

Meta Description: Omicidio ad Ascoli: ucciso Niko Tacconi, barbiere 34enne. Arrestato un 54enne dopo una lite nata su WhatsApp. Il quartiere espone uno striscione di cordoglio.

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