Dl carburanti ter, il Senato dà il primo via libera: slittano i termini per la rottamazione e stretta sul telemarketing

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il disegno di legge di conversione del decreto Carburanti ter, identificato con il D.L. n. 63/2026 e approvato in prima lettura da Palazzo Madama con l'AS 1891, segna un passaggio parlamentare denso di modifiche sostanziali, alcune delle quali, per quanto marginali rispetto al cuore del provvedimento, incidono su fronti sensibili come la finanza locale e la tutela del consumatore.

Il testo, che ora approda all'esame della Camera dei deputati dove sono già stati depositati quattro emendamenti dalla commissione Finanze, dovrà completare l'iter entro la scadenza del 29 giugno, data oltre la quale il provvedimento decadrebbe; tuttavia, le modifiche apportate nell'Aula di Montecitorio, verosimilmente, imporranno un ritorno del dossier al Senato per quella che si configurerebbe come una terza lettura, allungando i tempi di una navigazione parlamentare già di per sé complessa.

Rottamazione quinquies e prestiti alle cooperative: le deroghe che slittano

Tra le novità di maggiore impatto pratico, emerse nel corso del dibattito in Senato, spicca lo slittamento dei termini relativi alla rottamazione quinquies per gli enti locali, una misura che consente ai comuni e alle province di definire in modo agevolato le proprie pendenze tributarie e che, con questo rinvio, guadagna un respiro operativo più ampio.

Parallelamente, viene concessa una proroga fino al 30 novembre 2027 per la facoltà, attribuita alle cooperative non quotate, di erogare prestiti ai propri soci in deroga alle normative bancarie tradizionali; una disposizione, quest'ultima, che rappresenta un'eccezione al principio di riserva di attività finanziaria e che, nelle intenzioni del legislatore, mira a sostenere il credito cooperativo senza passare attraverso i circuiti del credito ordinario, seppur mantenendo vigile l'attenzione dell'organo di vigilanza.

Credito d'imposta esteso al trasporto passeggeri e la soddisfazione di FlixBus

Il fronte dei trasporti, nondimeno, registra un'evoluzione significativa: il credito d'imposta, già riconosciuto in via sperimentale all'autotrasporto merci per compensare parzialmente i maggiori oneri sostenuti per l'acquisto del carburante, viene ora esteso anche alle imprese di trasporto passeggeri mediante autobus con conducente, nonché agli operatori del noleggio con conducente (NCC) che utilizzano veicoli conformi alle classi ambientali Euro V e VI.

Una misura che, come sottolineato dall'amministratore delegato di FlixBus, Cesare Neglia, viene accolta con grande favore dal settore, poiché riconosce la parità di condizioni tra le diverse modalità di trasporto su gomma, alleviando – seppur in via indiretta – l'incidenza della componente energetica sui bilanci aziendali, specialmente in un momento storico in cui le fluttuazioni dei prezzi del greggio continuano a rappresentare una variabile imprevedibile per gli operatori del comparto.

Taglio delle accise, bonus gasolio e la stretta su Pos e telemarketing

Il provvedimento, che ha assorbito al suo interno anche talune disposizioni già previste dal cosiddetto 'carburanti quater', si caratterizza per un pacchetto di interventi eterogeneo: da un lato, viene confermato il taglio delle accise sui carburanti, seppur con modalità attuative che saranno definite dai decreti ministeriali attuativi, e dall'altro si procede all'estensione del bonus gasolio, una agevolazione destinata a categorie specifiche di utilizzatori professionali.

Non meno rilevanti, tuttavia, sono le disposizioni in materia di trasparenza delle transazioni commerciali e di contrasto alle pratiche commerciali sleali: si segnala, in tal senso, un rafforzamento della disciplina sull'uso del Pos, volto a disincentivare l'evasione fiscale, e un inasprimento delle tutele nei confronti del telemarketing aggressivo, un fenomeno che, come noto, affligge quotidianamente milioni di cittadini e che, attraverso queste nuove norme, mira a ricevere una risposta più incisiva in termini di controlli e sanzioni.

Il disegno di legge, nelle more del suo completamento, include infine disposizioni relative ai fondi per l'ex Ilva, a dimostrazione di come il decreto, pur nella sua denominazione legata ai carburanti, finisca per toccare corde assai diverse dell'agenda economica e sociale del Paese.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.