A Parigi ce l’hanno con i portieri italiani: Donnarumma è solo l’ultimo della lista
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Redazione Sport
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Da quando il Psg è passato sotto il controllo dell’emiro del Qatar, quattordici anni fa, tra i pali del club parigino si sono avvicendati altrettanti portieri. Un turnover che, al di là delle esigenze tecniche, riflette una dinamica più complessa, fatta di pressioni mediatiche, rivalità interne e una certa dose di sciovinismo. Gianluigi Donnarumma, oggi sotto i riflettori, è soltanto l’ultimo nome di una serie che sembra non trovare stabilità.
L’arrivo di Lucas Chevalier, fresco acquisto dal Lille, ha riacceso la competizione. "Sono una persona discreta, adattarmi al Psg sarà semplice", ha dichiarato il nuovo arrivato, sottolineando di conoscere già alcuni compagni e membri dello staff. Un’integrazione facilitata, almeno in apparenza, ma che nasconde tensioni già emerse. La dirigenza, del resto, non ha nascosto di aver cercato "un portiere bravo coi piedi", frase interpretata come una stoccata proprio a Donnarumma, spesso criticato per la sua distribuzione.
Il messaggio lanciato dall’italiano su Instagram, con una torta recante la scritta "n.1", non è passato inosservato. Un gesto che, secondo alcuni osservatori, ribadisce la sua volontà di non cedere il posto. Luis Enrique, almeno per ora, sembra intenzionato a non marginalizzarlo, ma la convivenza con Chevalier promette di essere complicata.




