Giannini: "Si sgretola il presepe che Meloni ha provato a costruire"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il caro energia torna al centro del dibattito politico e televisivo dopo che Arera ha certificato un aumento del 37,3% della bolletta elettrica per i clienti vulnerabili rimasti nel servizio di Maggior Tutela. L'aggiornamento, comunicato il 29 settembre, riguarda circa tre milioni di utenze e scatta dal 1° ottobre: a pesare è soprattutto l'impennata dei costi di approvvigionamento, legata alle tensioni internazionali che continuano a spingere al rialzo i prezzi all'ingrosso dell'energia e del gas naturale.

Le cifre della stangata

L'aumento del 37,3% non è l'unico dato che racconta la pressione sulle famiglie. Il prezzo di riferimento dell'energia elettrica per il cliente tipo sale a 43,43 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse, mentre la spesa annua per l'utente vulnerabile in Maggior Tutela si attesta a 665,38 euro, in crescita del 9,3% rispetto all'anno precedente.

Le voci che compongono la bolletta registrano incrementi differenziati: i costi di approvvigionamento dell'energia balzano del 63,4%, mentre le imposte aumentano del 34,6% per effetto del trascinamento fiscale sui maggiori costi della materia prima.

A diMartedì, su La7, Massimo Giannini ha commentato la situazione senza mezzi termini: «Comincia a sgretolarsi il presepe che ha provato a costruire in questi quattro anni». Il giornalista ha criticato la gestione dell'emergenza da parte del governo Meloni, sostenendo che i dati economici non abbiano prodotto risultati utili per gli italiani e che l'esecutivo supplisca «con l'improvvisazione, decretini che si susseguono per tamponare il boom dei prezzi».

Il paradosso dei vulnerabili

Nella stessa trasmissione, Sergio Rizzo ha messo in evidenza quella che ha definito una situazione paradossale: «Abbiamo una situazione in cui i vulnerabili pagano di più di chi ha un contratto con Enel». La riflessione nasce dal fatto che i clienti rimasti in Maggior Tutela, pur rientrando nelle categorie protette, si trovano esposti agli aggiornamenti trimestrali delle tariffe regolate, mentre sul mercato libero gli operatori competono con offerte promotional che possono risultare più convenienti.

La mossa di Eni-Plenitude e la guerra degli sconti

Sul fronte delle iniziative commerciali, Eni ha annunciato attraverso Plenitude uno sconto del 30% sui corrispettivi luce e gas rispetto alla principale offerta a prezzo fisso, con prezzo bloccato per due anni. L'agevolazione è valida per i clienti che sottoscriveranno il contratto entro il 24 ottobre e vale circa 100 euro all'anno sul gas e altrettanto sull'elettricità, per un totale di circa 200 euro per chi sceglie entrambe le forniture.

La mossa del gruppo guidato da Claudio Descalzi ha innescato una rapida replica dei concorrenti. Enel sostiene di proporre già da mesi l'offerta più conveniente tra i grandi operatori, con un risparmio stimato fino a 200 euro l'anno per famiglia, mentre A2A rivendica di aver anticipato il mercato con formule che consentono di bloccare a lungo il prezzo dell'energia prodotta da fonti rinnovabili.

L'allarme delle associazioni dei consumatori

Le associazioni dei consumatori hanno accolto con preoccupazione i nuovi dati. Stefano Tordini, presidente di Federconsumatori Marche, ha spiegato che «c'è un costo dell'energia superiore agli anni scorsi» e che la situazione è «preoccupante soprattutto per le fasce più fragili». Il primo consiglio per contenere la spesa, secondo Tordini, è «imparare a leggere la bolletta», verificando non solo il prezzo del kilowattora ma anche gli oneri di sistema e i costi di commercializzazione, che possono arrivare a diverse centinaia di euro l'anno.

Sul fronte territoriale, le stime di Federconsumatori Toscana indicano che a Lucca la spesa per luce e gas di una famiglia media tra settembre e dicembre 2026 raggiungerà i 1.019 euro, il valore più alto in Toscana. Il dato, elaborato su base regionale, riflette l'alta incidenza dei consumi e la composizione dei contratti sul mercato libero.

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