La notte di Istanbul, la Juventus si sgretola: dal 2-1 al 5-2 in venti minuti
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Redazione Sport
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La macchina bianconera, che nel primo tempo sembrava aver trovato la retta via grazie alla doppietta di Teun Koopmeiners, si è letteralmente inceppata negli spogliatoi, facendo registrare un cedimento strutturale difficile da spiegare se non con un crollo di tensione nervosa e concentrazione. Al Rams Park, per la gara d’andata dei playoff di Champions League, la squadra allenata da Luciano Spalletti è uscita dal campo con le ossa rotte, travolta per 5-2 da un Galatasaray che nella ripresa ha trasformato la propria metà campo in una zona franca, impossibile da presidiare per gli ospiti -2-6.
Eppure, l’inizio della contesa non lasciava presagire un epilogo tanto amaro. Sono sufficienti i primi quindici minuti perché la partita si accenda: il Galatasaray passa in vantaggio con Gabriel Sara, abile a sfruttare una sfera vagante nata da una disattenzione di Kenan Yildiz -2. La reazione degli italiani, però, è rabbiosa e immediata. Passa meno di centoventi secondi e Teun Koopmeiners, il centrocampista olandese pagato profumatamente in estate per aggiungere qualità e peso offensivo alla mediana, ribadisce in rete una respinta del portiere avversario, ristabilendo la parità -5-10. Poco dopo la mezz'ora, lo stesso Koopmeiners firma il sorpasso con un sinistro secco dalla distanza su assist di Weston McKennie, una conclusione che si infila sotto la traversa lasciando di sale Ugurcan Cakir -2-10. Si chiude la prima frazione sul 2-1, con la Juventus che controlla, gestisce, e sembra poter amministrare il vantaggio, nonostante l'uscita precauzionale di Gleison Bremer per un problema muscolare che ne aveva già condizionato il finale di tempo -1-6.
L'intervallo, però, cancella ogni certezza. Bastano quattro minuti della ripresa per riaprire ferite che si credevano rimarginate: Baris Yilmaz calcia, Michele Di Gregorio respinge come può, e sulla sfera si avventa Noa Lang, l'esterno olandese ex Napoli e PSV, che deposita in rete il 2-2 -3-7. È la miccia che fa esplodere la polveriera. Da quel momento, la retroguardia juventina inizia a traballare su ogni sollecitazione. Al sessantesimo, Davinson Sanchez svetta su un calcio piazzato battuto da Sara e insacca di testa il 3-2, complice una marcatura lassista della difesa bianconera -5-6. La situazione precipita definitivamente quando Juan Cabal, entrato da pochi minuti al posto di Andrea Cambiaso, rimedi due ammonizioni in rapida successione lasciando i suoi in dieci uomini -1-2. In inferiorità numerica, la squadra di Spalletti perde bussola e riferimenti. Lang ne approfitta per timbrare il poker personale, e nel finale c'è spazio anche per Sacha Boey, che sigla il definitivo 5-2 con un destro che bacia il palo prima di entrare, decretando la più classica delle notti da dimenticare per i colori bianconeri -2-7.




