scontri a istanbul dopo l'arresto del sindaco imamoglu

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Per la quarta notte consecutiva, le strade di Istanbul sono state teatro di violenti scontri tra la polizia antisommossa e i manifestanti che protestano contro l’arresto del sindaco Ekrem Imamoglu, principale rivale del presidente Recep Tayyip Erdogan. Le forze dell’ordine hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni, proiettili di gomma e spray al peperoncino per disperdere la folla, mentre oltre 340 persone sono state arrestate nel corso delle manifestazioni.

Imamoglu, che ha definito le accuse a suo carico "immorali e infondate", è stato incarcerato in attesa del processo per corruzione, una decisione confermata dai giudici di Istanbul. Il sindaco, già considerato un potenziale candidato alle prossime elezioni presidenziali, è al centro di una vicenda giudiziaria che molti osservatori internazionali interpretano come un tentativo di indebolire l’opposizione politica in Turchia.

Il governo di Ankara, dal canto suo, ha ribadito la necessità di mantenere l’ordine pubblico, prorogando il divieto di manifestare e imponendo limiti agli spostamenti. Una mossa che, secondo alcuni analisti, rischia di alimentare ulteriormente il malcontento popolare in un contesto già segnato da tensioni politiche e sociali.

Intanto, la solidarietà internazionale verso Imamoglu non si ferma. Sulla facciata del Comune di Bari, ad esempio, è stato esposto uno striscione con la scritta “Imamoglu libero”, un gesto simbolico promosso dal sindaco Vito Leccese in adesione alla campagna “We stand with Ekrem Imamoglu, we stand for Democracy in Turkey”. L’iniziativa, sostenuta dall’associazione dei sindaci europeisti e dalla rete Eurocities, mira a sostenere non solo il primo cittadino di Istanbul ma anche i valori democratici minacciati in Turchia.

Can Dündar, ex direttore del giornale Cumhuriyet e attualmente in esilio in Germania, ha espresso preoccupazione per la deriva autoritaria del paese. «Erdogan sta seguendo il modello Putin», ha dichiarato Dündar, sottolineando come il presidente turco stia cercando di consolidare il proprio potere attraverso misure repressive. «Se Imamoglu verrà incarcerato», ha aggiunto, «significherà che la Turchia è ormai un’autocrazia a tutti gli effetti».

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