Confermato l’arresto di Imamoglu, sindaco di Istanbul: “Non mi piegherò mai”
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Redazione Esteri
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Il tribunale di Istanbul ha confermato l’arresto di Ekrem Imamoglu, sindaco della città e leader del Partito Popolare Repubblicano (CHP), accusato di corruzione. Respinta, invece, l’accusa di favoreggiamento al terrorismo, per la quale, secondo la procura, permangono “forti sospetti”. La decisione, arrivata dopo giorni di tensioni, ha scatenato proteste e polemiche, con l’opposizione che accusa il governo di Recep Tayyip Erdogan di strumentalizzare il sistema giudiziario per eliminare un avversario politico scomodo. Imamoglu, che martedì scorso è stato posto in detenzione, è considerato uno dei principali rivali del presidente turco in vista delle prossime elezioni presidenziali.
La vicenda giudiziaria che coinvolge il sindaco di Istanbul non è nuova. Imamoglu, che nel 2019 riuscì a strappare la città all’AKP, il Partito della Giustizia e dello Sviluppo di Erdogan, è da tempo nel mirino delle autorità. La sua vittoria, ottenuta dopo una contestata ripetizione delle elezioni, lo ha trasformato in un simbolo per l’opposizione e in una minaccia per il governo. Ora, con l’arresto confermato e la sospensione dall’incarico, la sua posizione appare sempre più precaria. “Un’esecuzione senza processo”, ha commentato lo stesso Imamoglu, in un messaggio pubblicato sul social X, dove ha denunciato un “tradimento profondo” ai danni della democrazia turca.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Il ministro dell’Interno, Ali Yerlikaya, ha avvertito che non saranno tollerate iniziative volte a danneggiare l’ordine pubblico, mentre gli avvocati del sindaco hanno già annunciato il ricorso in appello. Intanto, le proteste continuano a infiammare le strade di Istanbul e di altre città, con manifestanti che chiedono la liberazione di Imamoglu e denunciano un clima di crescente autoritarismo. Can Dündar, ex direttore del quotidiano Cumhuriyet e oggi in esilio in Germania, ha espresso preoccupazione per la situazione, paragonando Erdogan a Putin e definendo la Turchia un’autocrazia. “Erdogan sta giocando una delle sue ultime carte”, ha dichiarato Dündar, sottolineando come il presidente turco stia cercando di consolidare il proprio potere eliminando ogni forma di opposizione.




