Bagnai e la polemica sul Manifesto di Ventotene: la sinistra divisa
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Redazione Interno
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Alberto Bagnai, deputato della Lega, ha scatenato un acceso dibattito con una battuta pronunciata durante la trasmissione L’Aria che tira su La7. Riferendosi al Manifesto di Ventotene, paragonato dal quotidiano Avvenire al Vangelo, Bagnai ha ironizzato: “Prima o dopo Cristo?”. Una stoccata che ha fatto infuriare la sinistra, già in fibrillazione dopo le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni in Parlamento, dove aveva affermato che “quella non è la mia Europa”, riferendosi al documento redatto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni durante il confino fascista.
Il Manifesto, considerato uno dei testi fondativi dell’integrazione europea, è tornato al centro del dibattito politico in modo inaspettato. La citazione di Meloni ha spinto le opposizioni a organizzare una trasferta simbolica a Ventotene, luogo di memoria antifascista. Tuttavia, l’iniziativa, promossa dal deputato dem Roberto Morassut e dal segretario regionale del Pd del Lazio Daniele Leodori, ha registrato alcune defezioni illustri. Giuseppe Conte e Carlo Calenda, ad esempio, non parteciperanno, mentre Angelo Bonelli, leader dei Verdi, ha giustificato la propria assenza con impegni familiari.
La coalizione evocata da Bonelli, definita “di Ventotene”, sembra già naufragata prima di nascere. Durante il dibattito alla Camera, le divisioni tra i partiti di opposizione sono emerse in modo netto, frantumando l’idea di un fronte unito contro la destra. Un fallimento che rispecchia le difficoltà della sinistra nel trovare una linea comune, non solo sul tema europeo ma anche su questioni più ampie.
Al di là delle polemiche politiche, il punto più interessante del dibattito riguarda il contenuto stesso del Manifesto, in particolare il passaggio sulla proprietà privata. Il testo, infatti, afferma che “la proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso, non dogmaticamente in linea di principio”. Una posizione che, seppur contestualizzata storicamente, appare lontana dalle politiche economiche attuali, sia a livello nazionale che europeo.
Elly Schlein, segretaria del Pd, ha criticato duramente Meloni, definendo le sue parole un “oltraggio alla memoria”. Durante il congresso del Psi a Napoli, Schlein ha ricordato figure come Eugenio Colorni e Bruno Buozzi, uccisi dai nazisti, e Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica, sottolineando l’importanza di rispettare la memoria antifascista e di spingere per un’integrazione politica europea più solida.




