La privatizzazione di Poste Italiane: un dibattito acceso
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Il contesto
Le dichiarazioni di Giancarlo Giorgetti sulla volontà di vendere il gioiello pubblico, trasformato in banca da qualche decennio, non sono state un fulmine a ciel sereno. Era prevedibile che per arrivare a una cifra così alta come i 20 miliardi di privatizzazioni previsti nella Nadef di ottobre, lo stato avrebbe dovuto dismettere tutte le sue partecipazioni: Eni, Enel e Poste.
Preoccupazioni locali
A Palermo, la preoccupazione è palpabile. Un rappresentante dei cittadini in consiglio comunale, che è anche dipendente di Poste Italiane, ha espresso grande attenzione e preoccupazione al programma di ulteriore privatizzazione che rischia di coinvolgere la più grande azienda italiana. I timori dei colleghi e dei rappresentanti sindacali riguardano i rischi di un piano di privatizzazione calato dall’alto senza essere stati preventivamente ascoltati.
Interrogativi a Roma
A Roma, il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione parlamentare. Chi, tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il titolare delle Imprese Adolfo Urso, dice la verità sulla privatizzazione di Poste? Questo interrogativo è stato formulato dal Pd e precipita sulla scrivania del titolare del Tesoro. L'interrogazione sarà depositata alla Camera nelle prossime ore da venticinque deputati.




