La Corte Internazionale di Giustizia dichiara l'occupazione israeliana illegale
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Redazione Esteri
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Il 19 luglio, la Corte Internazionale di Giustizia (CIJ), il tribunale delle Nazioni Unite incaricato di risolvere le controversie tra gli Stati, ha emesso un parere consultivo storico. Per la prima volta nella storia, la CIJ ha espresso il suo parere sulla legalità del controllo da parte di Israele dei territori occupati.
Il verdetto della Corte
La CIJ ha dichiarato che l'occupazione israeliana della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, è illegale. Questo verdetto ha inflitto un duro colpo agli argomenti dei filo-israeliani più massimalisti. La Corte ha deliberatamente ignorato le legittime rivendicazioni storiche e legali di Israele, sostenendo che gli accordi firmati e il diritto internazionale, che prevedono soluzioni negoziate e non diktat unilaterali, sono stati violati.
Reazioni internazionali
La Presidente Meloni incontrerà, a Palazzo Chigi, il Presidente israeliano Herzog giovedì 25 luglio. Questo incontro avviene a pochi giorni dallo storico “parere consultivo” della CIJ. La Corte si è espressa su temi cruciali, inerenti il conflitto israelo-palestinese, a partire dalle conseguenze legali delle politiche di Israele nei Territori Occupati Palestinesi.
Conseguenze del verdetto
Secondo il parere della CIJ, Israele deve restituire i territori al popolo palestinese e le colonie vanno smantellate. Questo parere è stato emesso in risposta alla richiesta dell’Assemblea Generale dell'ONU di chiarire quali fossero le conseguenze giuridiche derivanti dalla continua presenza israeliana nei territori palestinesi occupati a seguito della Guerra dei Sei Giorni del 1967 (Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est).
La decisione della CIJ apre una nuova fase nel conflitto israelo-palestinese e pone nuove sfide per la comunità internazionale. La questione ora è: cosa succederà dopo?




