La Corte Internazionale di Giustizia dichiara illegale la presenza di Israele nei Territori Palestinesi Occupati
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Redazione Esteri
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La Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato illegale la presenza di Israele nei Territori Palestinesi Occupati. Secondo la Corte, tale presenza costituisce un atto illecito, risultato delle violazioni da parte di Israele del divieto di acquisizione di territorio con la forza e del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese.
Le politiche israeliane
Le politiche e le pratiche israeliane che perpetuano questa presenza, tra cui la colonizzazione, la discriminazione razziale, le misure volte a modificare la composizione demografica, l’annessione di territorio, e l’imposizione di leggi e restrizioni in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e nella Striscia di Gaza, rendono l’occupazione israeliana dei territori illegale nel suo insieme.
La sentenza storica dell'Aja
La sentenza di ieri dell’ICJ, la Corte di Giustizia ONU con sede all’Aja a proposito della situazione in Cisgiordania è storica. La corte ha accolto tutti gli argomenti a sostegno della Palestina sollevati dai 52 paesi che avevano sostenuto il caso durante le udienze.
L'obbligo di Israele
«Lo Stato di Israele ha l'obbligo di porre fine alla sua presenza illegale nei Territori palestinesi occupati il più rapidamente possibile, di cessare immediatamente tutte le nuove attività di insediamento, di evacuare tutti i coloni e di risarcire i danni arrecati», affermano i 15 giudici della Corte - presieduta dal magistrato Nawaf Salam, diplomatico e giurista libanese eletto alla guida della Corte a febbraio del 2024 - nel "parere consultivo" in risposta alle richieste presentate nel 2022 da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite in merito alla presenza israeliana nei Territori palestinesi e alle politiche israeliane nei confronti dei palestinesi.
Il lutto in Cisgiordania
Una folla di palestinesi dà l'addio a Ibrahim Hamza Zaqeq, 20 anni, gridando "Allahu Akbar", mentre viene portato alla sepoltura il giorno dopo essere stato ucciso dalle forze israeliane durante un'incursione nel villaggio di Beit Ummar, a nord di Hebron, nella Cisgiordania occupata.




