Ducati trionfa nelle Americhe, tra la liberazione di Bagnaia e l’incidente di Marquez
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Redazione Sport
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Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, non nasconde la soddisfazione dopo il Gran Premio delle Americhe, dove Pecco Bagnaia ha conquistato una vittoria che sa di riscatto. "Era quello che serviva", ha ammesso, sottolineando come il pilota torinese avesse bisogno di una prestazione convincente dopo un inizio di stagione non privo di ombre. Quella di Austin, però, è stata una gara che ha regalato emozioni contrastanti: da un lato il podio tutto Ducati – con Enea Bastianini e Jorge Martin a completare il quadro – dall’altro la delusione per Marc Marquez, caduto mentre lottava in testa.
Lo spagnolo, reduce da cinque successi consecutivi tra sprint e gare lunghe, sembrava destinato a ripetersi anche in Texas, circuito che lo ha sempre visto protagonista. Invece, pochi minuti prima della partenza, ha creato suspense con un improvviso rientro ai box per cambiare moto. Una mossa discussa, che ha alimentato polemiche e ipotesi, anche se lo stesso Marquez – come emerso dai dialoghi diffusi dalla MotoGP – ha minimizzato l’episodio. "Mi sono detto: devo andare", ha raccontato Bagnaia, ammettendo di essersi ispirato alla scelta del compagno. "Lui è furbo, ho pensato che sapesse cosa stesse facendo".
Dall’Igna, da parte sua, ha evitato di prendere posizione nette, preferendo bilanciare gli elogi. Se da una parte ha definito "sprecona" la caduta di Marquez, dall’altra ha riconosciuto il valore del gesto di Bagnaia, arrivato dopo un periodo di attesa. "Era importante per lui", ha aggiunto, lasciando intendere che la vittoria possa segnare una svolta. Intanto, la striscia della Ducati si allunga: venti successi di fila tra i costruttori, con un dominio che per ora nessuno sembra in grado di scalfire.




