Maltempo in Romagna, il Lamone supera ogni record: allerta rossa e prime evacuazioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il fiume Lamone, che scorre tra Toscana ed Emilia-Romagna, ha raggiunto livelli di piena mai registrati prima, destando allarme nelle zone colpite. A Marradi, sul versante toscano, il fiume ha superato i 3 metri di altezza alle 12.15, mentre a Strada Casale, in Romagna, si è attestato a 2.32 metri. La Regione Emilia-Romagna, in un aggiornamento sull’emergenza maltempo, ha sottolineato come il bacino del Lamone stia vivendo una situazione critica, aggravata da piogge torrenziali che hanno colpito un’area già provata da precedenti eventi alluvionali. «Gli effetti sono molto pesanti lungo l’intero bacino», ha dichiarato il presidente Stefano Bonaccini, evidenziando la violenza delle precipitazioni che hanno interessato il territorio.

A Faenza, città simbolo delle recenti alluvioni, il timore di una nuova esondazione del Lamone ha portato a decisioni drastiche. Il sindaco Massimo Isola, in un video diffuso alla cittadinanza, ha annunciato la chiusura di scuole, attività sportive e culturali a partire dalle 14. «Nelle ultime ore lo scenario è improvvisamente peggiorato», ha spiegato Isola, riferendosi alle previsioni iniziali che non avevano anticipato l’entità delle piogge. «Siamo passati all’allerta rossa in poche ore, con quantità inimmaginabili di acqua cadute su Marradi e il crinale». Le scuole, già chiuse nel pomeriggio, resteranno inaccessibili, e gli alunni del tempo pieno sono stati invitati a rientrare a casa entro le 15.

Intanto, il Pala Bubani, struttura polifunzionale della città, è stato allestito per accogliere le prime evacuazioni. La piena del Lamone, attesa nel pomeriggio, potrebbe replicare gli scenari già vissuti nella primavera del 2023 e nell’autunno del 2024, quando il fiume esondò causando ingenti danni. La popolazione, ancora segnata da quei eventi, vive con apprensione l’attesa, mentre le autorità lavorano per limitare i rischi.

A livello nazionale, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha firmato il decreto per lo stato di mobilitazione straordinaria del Servizio nazionale di Protezione civile in Emilia-Romagna. La decisione, presa dopo una rapida istruttoria, risponde alla richiesta avanzata dal presidente Bonaccini, mentre il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha presentato un’istanza analoga per la sua regione. Lo stato di mobilitazione permette di coordinare risorse e interventi in modo più efficace, ma non basta a placare l’ansia di chi, lungo il corso del Lamone, si prepara al peggio.

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