Decreto flussi 2026, oggi il click day per i lavoratori non stagionali: settantamila posti in palio per il triennio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   È scattata puntuale alle nove di questa mattina, lunedì 16 febbraio, l’apertura delle procedure informatiche per l’invio delle domande di nulla osta relative ai lavoratori subordinati non stagionali, un appuntamento cruciale nell’ambito della programmazione triennale dei flussi di ingresso legale in Italia disciplinata dal DPCM del 2 ottobre 2025 -2. La data odierna, dedicata nello specifico al modello B2020, rappresenta solo una delle tappe di un calendario fittamente scandito che, per l’intero triennio 2026-2028, dovrebbe consentire l’ingresso nel paese di quasi mezzo milione di cittadini extracomunitari, una manodopera che il tessuto produttivo nazionale, in particolare in alcuni settori, continua a richiedere con insistenza a causa di un fabbisogno ormai strutturale -1. Il meccanismo, come ormai consueto per queste procedure, si configura come una vera e propria corsa contro il tempo, una “gara di velocità” digitale nella quale il solo elemento discriminante per l’accoglimento della pratica diventa la tempestività di invio, misurata al millesimo di secondo, data la limitatezza delle quote a disposizione rispetto al numero di richieste che si prevede verranno avanzate dai datori di lavoro e dai consulenti del settore.

Per questa specifica categoria di lavoratori dipendenti, quelli non stagionali, il decreto flussi 2026 aveva già definito in via preliminare un contingente annuo di 76.200 ingressi autorizzati, una cifra che rimane costante per ciascuna delle tre annualità considerate, andando a comporre la quota più sostanziosa di quei 164.850 ingressi totali previsti per il solo 2026 e che comprendono anche le varie forme di lavoro autonomo e stagionale -1-7. I numeri, d’altronde, disegnano un quadro preciso delle esigenze manifestate dalle imprese: a fronte di un totale triennale di 497.550 ingressi, la fetta più ampia, ovvero 267.000 unità, è stata destinata al lavoro stagionale nei settori dell’agricoltura e del turismo, a riprova di quanto questi comparti siano dipendenti dalla manodopera estera per far fronte ai picchi di attività, mentre i restanti 230.550 ingressi riguardano appunto il lavoro subordinato non stagionale e quello autonomo -1. L’organizzazione dei click day, del resto, è stata studiata per scaglionare le domande in base alla tipologia di impiego: si era partiti lo scorso 12 gennaio con il settore agricolo, si è proseguito il 9 febbraio con il turismo e oggi, 16 febbraio, è la volta dei contratti non stagionali, per poi concludere il 18 febbraio con il settore dell’assistenza familiare, che dispone di una propria riserva di 13.600 quote -3-8.

Le quote per il turismo e il dettaglio della ripartizione dopo il click day del 9 febbraio

Prima ancora che si aprisse la finestra odierna, il Ministero del Lavoro aveva già provveduto, con una nota dello scorso 9 febbraio, a rendere operativa la ripartizione delle quote per il lavoro stagionale nel turismo, un settore che assorbe una parte significativa dei flussi e per il quale il click day si era tenuto esattamente una settimana fa, il 9 febbraio -4-10. Per il 2026, il contingente complessivamente attribuito a questo comparto ammonta a 15.075 quote, una cifra che deriva dall’applicazione dell’articolo 7 del DPCM 2 ottobre 2025 e che tiene conto dell’analisi del fabbisogno di manodopera non comunitaria espressa dalle imprese turistico-alberghiere, soprattutto in vista della prossima stagione estiva -4. La distribuzione di questi ingressi, però, non è omogenea, ma segue criteri ben precisi che differenziano i canali di accesso: una parte di queste quote, precisamente 875, è riservata ai cittadini di quei paesi con i quali l’Italia intavolerà o ha già concluso accordi di cooperazione in materia migratoria, un elenco che comprende, tra gli altri, nazioni come Albania, Bangladesh, Egitto, Marocco, Tunisia e Ucraina -4-6.

Parallelamente, una quota più consistente, pari a 6.000 unità, è stata destinata alle istanze presentate non da singoli imprenditori ma dalle organizzazioni professionali dei datori di lavoro più rappresentative a livello nazionale, quelle che il Ministero del Turismo ha avuto modo di individuare come interlocutori privilegiati per la gestione dei flussi -4. La parte del leone, però, la fanno i 7.700 ingressi per i quali la richiesta di nulla osta è presentata da soggetti privati, cioè da singole aziende o datori di lavoro che non si appoggiano a strutture associative, a testimonianza di come il bisogno di personale sia diffuso in modo capillare in tutto il territorio nazionale. A completare il quadro, infine, ci sono 500 quote specificamente dedicate alle richieste di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale, una formula che consente allo stesso lavoratore di rientrare in Italia per più stagioni consecutive senza dover ripetere ogni volta l’intero iter burocratico -4. Il Ministero del Lavoro, peraltro, si è riservato la facoltà, trascorsi cinquanta giorni dalla data di imputazione di queste quote, di verificare eventuali disponibilità residue non utilizzate e di procedere a una loro redistribuzione, nel rispetto del limite massimo complessivo, per rispondere in modo più flessibile alle necessità che emergeranno concretamente sul mercato del lavoro -4.

Le procedure di precompilazione e il funzionamento della piattaforma informatica

La riuscita di una domanda, però, non dipende esclusivamente dalla velocità di connessione o dalla prontezza di riflessi nel cliccare il pulsante di invio; alla base di tutto c’è un lavoro preparatorio che deve essere svolto nelle settimane antecedenti il click day. Per questa tornata 2026, la fase di precompilazione delle domande sul Portale Servizi ALI del Ministero dell’Interno era stata aperta a partire dalle 9 del 23 ottobre 2025 e si è conclusa alle 20 del 7 dicembre 2025, un lasso di tempo durante il quale datori di lavoro, organizzazioni datoriali e professionisti abilitati hanno potuto inserire nel sistema tutti i dati relativi alla richiesta e caricare i documenti necessari, inclusi quelli riguardanti la sistemazione alloggiativa e l’asseverazione, che tra le novità di quest’anno devono essere obbligatoriamente firmati digitalmente -3-5. L’accesso al portale, va ricordato, è consentito esclusivamente a chi è in possesso di un’identità digitale SPID o di una Carta d’Identità Elettronica, e per la compilazione è altresì richiesto un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) regolarmente registrato negli appositi elenchi -5. Una volta chiusa la fase di precompilazione, il sistema ha consentito una breve riapertura parziale tra il 9 e il 13 dicembre 2025, ma limitatamente alla possibilità di modificare e integrare le pratiche già inserite, senza che fosse più possibile compilarne di nuove -5-6.

Solo le domande che al termine di queste operazioni risultavano nello stato “da inviare” hanno potuto concorrere nell’odierna giornata di click day, durante la quale la piattaforma non ammette più alcuna modifica, ma si limita a registrare l’ordine cronologico di arrivo delle istanze -6. Per chi non dovesse rientrare nelle quote disponibili, o per coloro che per qualsiasi motivo non avessero completato la procedura in tempo, la normativa prevede comunque una possibilità, seppur limitata: a partire dal giorno successivo a ciascun click day, e fino al 31 dicembre 2026, sarà infatti nuovamente possibile compilare nuove domande e inviarle, ma sempre nel limite delle residue disponibilità di quote, qualora ve ne siano ancora -2-6. Il Ministero dell’Interno, attraverso il portale ALI, ha inoltre assicurato un servizio di help desk dedicato, operativo anche nei giorni dei click day, per fornire supporto tecnico agli utenti in difficoltà -6.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.