Decreto flussi, il click day per colf e badanti è oggi: 13.600 posti per 49mila domande già in coda
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Redazione Interno
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Scatta puntuale alle nove di questa mattina, mercoledì 18 febbraio, la finestra per l’invio telematico delle domande di nulla osta per l’assunzione di lavoratori domestici extracomunitari, il cosiddetto click day previsto dal Decreto flussi per il triennio 2026-2028. L’appuntamento, riservato ai datori di lavoro che intendono regolarizzare colf, badanti e baby-sitter, rappresenta il primo step del calendario per il settore dell’assistenza familiare, un comparto che, stando ai numeri ufficiali, vale circa 17 miliardi di euro e che quest’anno dovrà fare i conti con un’offerta di gran lunga inferiore rispetto alla domanda potenziale.
La procedura, come ormai consuetudine per queste pratiche, si svolge esclusivamente attraverso il Portale servizi del ministero dell’Interno (Ali), accessibile solo con identità Spid o Carta d’identità elettronica -1. A differenza degli anni passati, però, la fase di precompilazione, che si è chiusa lo scorso 7 dicembre dopo un avvio il 23 ottobre, ha assunto un valore ancora più determinante: solo le istanze già inserite in piattaforma e giunte allo stato "da inviare" possono infatti essere trasmesse oggi. Non sarà possibile, una volta aperto il portale, compilare nuovi moduli o modificare quelli in attesa, ma esclusivamente cliccare sul pulsante di invio per la propria domanda in giacenza -5.
Una platea di lavoratori e i requisiti per chi assume
Le quote messe a disposizione per il 2026 ammontano a 13.600 unità, un numero destinato a salire nei prossimi anni – 14mila nel 2027 e 14.200 nel 2028 – ma che già oggi appare sproporzionato rispetto alle richieste. Secondo i dati elaborati dal Sole 24 Ore e riportati da associazioni di categoria, le domande pre-caricate per il settore dell’assistenza familiare hanno raggiunto quota 48.877, più del triplo dei posti effettivamente disponibili -8. Un divario, questo, che lascia presagire una selezione serrata fin dai primi minuti dopo l’apertura del portale, con migliaia di richieste destinate a rimanere inevase e a confluire, forse, nelle quote degli anni successivi.
La procedura, per essere valida, richiede che il datore di lavoro – sia esso un singolo cittadino oppure un’associazione di categoria – rispetti precisi parametri reddituali: è necessario un reddito imponibile annuo non inferiore a 20mila euro per un nucleo familiare composto da una sola persona, soglia che sale a 27mila euro in presenza di più familiari a carico -1. La normativa, in ogni caso, prevede delle eccezioni, ad esempio per chi intende assumere un assistente personale per sé o per un parente con disabilità grave o over 80, casistica per la quale il requisito del reddito minimo non viene applicato -1.
Il peso del settore e la procedura da seguire
Al di là dei numeri, il decreto flussi dedicato al lavoro domestico fotografa un bisogno sociale diffuso e crescente, quello dell’assistenza agli anziani non autosufficienti e alle famiglie che cercano un sostegno stabile. Per chi oggi riuscirà a completare l’invio, l’iter prevede poi il rilascio del nulla osta da parte dello Sportello unico per l’immigrazione, seguito dalla richiesta del visto presso il consolato italiano nel paese d’origine del lavoratore e, infine, dalla stipula del contratto di soggiorno dopo l’ingresso in Italia -4.
Sul fronte puramente tecnico, il ministero dell’Interno ha raccomandato agli utenti di evitare di aggiornare manualmente la pagina del browser durante le operazioni, utilizzando invece l’apposito tasto "aggiorna pagina" presente nell’area riservata del sito. È stato inoltre ribadito il divieto di accesso contemporaneo con la medesima utenza Spid o Cie da dispositivi diversi, una misura, quest’ultima, introdotta per evitare il blocco della sessione e garantire una maggiore stabilità del sistema -1.




