Il click day per colf e badanti è alle porte, e il conto alla rovescia si apre con un dato impressionante: quasi 49mila domande già in coda per soli 13.600 posti disponibili.

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mancano poche ore all’appuntamento con la procedura informatica che, mercoledì 18 febbraio alle 9 in punto, aprirà le danze per l’inoltro delle istanze di nulla osta finalizzate all’assunzione di personale extracomunitario da impiegare nel settore dell’assistenza familiare. Il meccanismo, noto ormai come click day, rappresenta il momento culminante di un iter avviato mesi fa, quando il decreto flussi per il triennio 2026-2028 era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per la precisione, il provvedimento che regola l’ingresso dei lavoratori non comunitari per motivi di lavoro porta la data del 15 ottobre 2025, e da allora le famiglie italiane – ma anche le associazioni di categoria e i professionisti del settore – si sono messe in moto per preparare la documentazione necessaria.

La finestra per il cosiddetto pre-caricamento delle domande, quelle che utilizzeranno il modulo A-bis specifico per l’assistenza familiare, è rimasta aperta sul Portale Servizi del Ministero dell’Interno dal 23 ottobre al 7 dicembre 2025, con una breve estensione fino al 13 dicembre per permettere il completamento delle pratiche rimaste in sospeso. Ed è proprio al termine di questa fase che si è materializzato il dato che getta un’ombra sulla giornata di domani: secondo quanto emerge dalle statistiche ufficiali, le istanze pre-compilate e salvate in attesa dell’invio definitivo hanno raggiunto quota 48.877, a fronte di una disponibilità di quote fissata a 13.600 per l’intero 2026. Il rapporto è di circa tre domande e mezza per ogni posto disponibile, il che lascia presagire una selezione feroce dettata più dalla velocità della connessione e dalla prontezza del clic che da altri criteri.

La procedura e il canale alternativo per le fragilità

Per destreggiarsi nella giungla delle procedure, occorre tenere a mente alcuni passaggi chiave che caratterizzano questa edizione del decreto flussi. L’accesso al portale dello Sportello Unico per l’Immigrazione (ALI) avviene esclusivamente tramite identità digitale SPID o CIE, un requisito ormai standardizzato ma che richiede comunque un accorgimento preliminare. Durante la fase di verifica, il sistema invia un codice di attivazione all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del datore di lavoro, che deve essere regolarmente registrato negli appositi elenchi INI-PEC o INAD: senza quel codice, non si può procedere oltre.

La documentazione, va ricordato, deve essere caricata in formato PDF o P7M, e ogni singolo file non può eccedere i 2 MB di dimensione. Le funzioni di salvataggio e anteprima, disponibili durante la compilazione, permettono di verificare la correttezza formale dei dati inseriti, segnalando eventuali errori come campi mancanti o codici fiscali incongruenti. Il consiglio, per chi si appresta a partecipare alla gara del 18 febbraio, è di accedere al portale con almeno mezz’ora di anticipo, posizionandosi sulla propria domanda già pronta nell’area riservata: alle 9 in punto il pulsante "Invia domanda" diventerà attivo e scatterà la corsa contro il tempo.

Esiste però una via d’accesso parallela che non segue le regole serrate del click day, ed è quella riservata a determinate categorie di assistenza. Il decreto flussi, infatti, conferma anche per il 2026 un contingente "fuori quota" di 10mila unità annue destinato all’assistenza di persone con disabilità certificata ai sensi della legge 104 o di grandi anziani, ovvero coloro che hanno superato la soglia degli 80 anni di età. Per queste assunzioni, le richieste possono essere presentate già a partire dal 1° gennaio 2026, senza attendere finestre temporali specifiche, accedendo direttamente alla sezione dedicata del portale. Una novità introdotta recentemente, ed è bene sottolinearlo, estende questa possibilità anche alla cura di bambini con età inferiore ai sei anni, ampliando così il novero dei potenziali beneficiari di questa procedura agevolata.

Il peso della domanda strutturale e i numeri del settore

Il dato delle 49mila domande pre-caricate non è che la punta di un iceberg che affonda le sue radici in un bisogno assistenziale ormai diventato strutturale per il paese. Le famiglie italiane, sempre più spesso alle prese con l’invecchiamento della popolazione e con la carenza di servizi pubblici dedicati alla non autosufficienza, si rivolgono al lavoro domestico come àncora di salvezza. E i numeri lo confermano: per il triennio 2026-2028, le quote per colf, badanti e baby-sitter sono state programmate in crescita, passando dalle 13.600 unità di quest’anno alle 14.000 del 2027 fino a raggiungere le 14.200 nel 2028. A queste si aggiungono, come detto, le 10mila unità annue del canale assistenziale "fuori quota", che portano il totale potenziale per il solo settore della cura a cifre consistenti.

Tuttavia, la forbice tra domanda e offerta regolare rimane ampia. Le 49mila istanze pre-caricate rappresentano la fotografia di un desiderio di assunzione regolare che si scontra con i limiti numerici imposti dalla pianificazione dei flussi. E non si tratta solo di numeri assoluti, ma anche di una composizione della forza lavoro che vede una netta prevalenza di personale straniero: stando alle rilevazioni più aggiornate, oltre due terzi degli occupati nel settore provengono dall’estero, con una netta predominanza di lavoratori e lavoratrici dell’Europa dell'Est, seguiti da sudamericani e asiatici. Una componente, questa, che negli ultimi anni ha subito una flessione, complice forse anche la difficoltà delle procedure burocratiche e i costi crescenti a carico delle famiglie.

Le regole del gioco e l’attesa per le 9 di mercoledì

Mentre si avvicina l’ora X, i riflettori si concentrano sulle modalità operative che regoleranno la corsa all’invio. Sarà fondamentale, per chi ha già compilato la domanda nei mesi scorsi, verificare che lo stato della pratica sul portale risulti "da inviare" e non più modificabile. Durante il click day, infatti, non sarà possibile apportare correzioni o integrazioni ai moduli pre-caricati: l’unica azione consentita sarà quella di cliccare sul pulsante di invio e sperare che il sistema processi la richiesta prima dell’esaurimento delle quote. Un meccanismo che premia la preparazione e la rapidità, ma che inevitabilmente lascerà fuori gran parte dei candidati.

E per chi riuscirà nell’impresa, il percorso non termina con l’invio telematico. Entro 24 ore dalla trasmissione, il sistema rilascerà una ricevuta ufficiale contenente un ID Token che identificherà in modo univoco la pratica, a partire dalla quale poi si dipanerà l’intera procedura per il rilascio del nulla osta e, successivamente, del visto di ingresso. Un percorso lungo e articolato, insomma, che però per migliaia di famiglie e di lavoratori rappresenta l’unica strada percorribile per costruire un rapporto di lavoro regolare e tutelato, in un settore che vale miliardi di euro e che incide profondamente sul tessuto sociale ed economico del paese. L’appuntamento è per mercoledì mattina, davanti allo schermo di un computer, con il dito pronto sul mouse e la speranza di essere tra i primi a premere il fatidico tasto.

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