Governo, nuove regole per l'ingresso di badanti e colf extracomunitarie

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei Ministri, nell'ultima seduta, ha approvato un decreto-legge che introduce modifiche sostanziali alle procedure per l'ingresso regolare di lavoratori stranieri, con un focus specifico sulla necessità di ovviare alla cronica carenza di figure dedicate all'assistenza domestica. L’intervento normativo, che si inserisce in un più ampio quadro di azioni volte a contrastare l’impiego illegale di manodopera, punta a garantire un’entrata legale e ordinata, snellendo burocrazie spesso farraginose.

Porte spalancate, in particolare, per le badanti extracomunitarie. Viene infatti abolito, per questa categoria, l'obbligo di richiedere il nulla osta al lavoro nell'ambito dei contingentamenti annuali, le cosiddette "quote Flussi". Questa deroga, che semplifica notevolmente le assunzioni, è vincolata all'esclusivo impiego nella cura di persone disabili o anziani over ottanta e sarà valida per la durata di un anno; trascorso il quale, si presume, scatterà la procedura per la regolarizzazione della posizione.

La misura, per quanto efficace nel breve termine, prevede comunque dei paletti ben precisi. Un eventuale cambio del datore di lavoro durante quel primo anno di permanenza, ad esempio, richiederà una preventiva e non scontata autorizzazione da parte dell’ispettorato del lavoro, un passaggio che mira a scongiurare abusi e garantire stabilità al lavoratore. Parallelamente, il decreto prevede l’introduzione di permessi di soggiorno di durata più lunga e, fatto nuovo, accessibili all’assegno di inclusione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.