Nuove regole e aumenti per i contributi di colf e badanti in vista della scadenza del 10 aprile
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Redazione Economia
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L’avvicinarsi della scadenza del prossimo 10 aprile, termine ultimo per il versamento all’Inps dei contributi relativi al primo trimestre dell’anno, impone alle famiglie che impiegano lavoratori domestici di fare i conti non solo con le scadenze, ma anche con alcune rilevanti novità che interessano tanto l’importo dovuto quanto le modalità di pagamento. L’Istituto nazionale della previdenza sociale, infatti, ha messo a punto un piano di progressiva digitalizzazione del servizio che, di fatto, rivoluziona le abitudini di molti datori di lavoro, specialmente quelli meno avvezzi all’uso degli strumenti telematici.
Dal primo gennaio del 2026, lo ricordiamo, l’invio postale dei bollettini cartacei è stato sospeso per la stragrande maggioranza degli utenti. La misura, che rientra in un più ampio progetto di dematerializzazione e di riduzione dei costi amministrativi, prevede una deroga unicamente per i datori di lavoro che abbiano compiuto il settantaseiesimo anno di età: costoro, e soltanto per l’anno in corso, continueranno a ricevere la tradizionale lettera di cortesia con le indicazioni per pagare. Per tutti gli altri, invece, l’accesso al Portale dei Pagamenti dedicato ai lavoratori domestici, raggiungibile dal sito dell’Inps, diventa l’unica via per ottenere l’avviso PagoPA indispensabile per saldare quanto dovuto, sia che si scelga di farlo online, sia che si preferisca recarsi fisicamente in banca, all’ufficio postale o presso un altro prestatore di servizi di pagamento aderente al circuito.
Per accompagnare famiglie e collaboratori in questo cambio di passo, l’Istituto ha attivato una campagna di informazione telefonica che, in queste settimane, sta contattando molti utenti. È bene precisare, come del resto sottolineato dalla stessa comunicazione ufficiale, che gli operatori autorizzati, chiamando esclusivamente dai numeri 0697279090 o 0697279083, offrono supporto e indicazioni su come districarsi tra le procedure digitali, ma non richiedono mai, nel corso della conversazione, dati sensibili, codici di accesso personali, estremi bancari o tantomeno pagamenti immediati. Un monito, questo, utile a prevenire possibili tentativi di truffa.
Parallelamente alla rivoluzione digitale, i datori di lavoro devono considerare un altro fattore che incide sul calcolo di quanto versare. Con la circolare numero 9 del 3 febbraio 2026, l’Inps ha recepito la variazione dell’indice dei prezzi al consumo comunicata dall’Istat, adeguando le fasce di retribuzione oraria e, di conseguenza, l’importo del contributo orario dovuto per ogni lavoratore impiegato. A questo si aggiunge quanto stabilito dal rinnovo del Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico: l’accordo siglato all’inizio di febbraio dalle associazioni datoriali e dai sindacati ha infatti rivalutato i minimi retributivi e i valori convenzionali di vitto e alloggio, con decorrenza sempre dal primo gennaio. L’effetto combinato di questi due meccanismi, l’adeguamento Istat e l’aumento contrattuale delle retribuzioni, produce un inevitabile incremento del costo del lavoro, che si riflette direttamente sull’importo finale del contributo da pagare entro la prossima scadenza del 10 aprile.
Come cambia il pagamento e come orientarsi nel nuovo sistema
L’abolizione del vecchio bollettino postale lascia spazio a un sistema integrato che, nelle intenzioni dell’Istituto, dovrebbe semplificare e rendere più tracciabile l’intera procedura. Il datore di lavoro, una volta entrato nell’area dedicata del portale Inps, può visualizzare l’importo esatto da corrispondere, generare e stampare l’avviso PagoPA contraddistinto da un codice avviso e da un QR code, e procedere al saldo in diverse modalità: online, tramite carta di credito o addebito in conto, oppure in presenza, presentando il codice o il QR code allo sportello di banca o posta. Per chi deve gestire più rapporti di lavoro, professionisti e intermediari abilitati dispongono di una funzionalità per l’emissione massiva degli avvisi. Resta sempre attivo, a supporto di chi incontra difficoltà, il Contact Center multicanale dell’Inps, che offre la possibilità di fissare un appuntamento telefonico per ricevere una guida passo passo.
Il peso degli adeguamenti economici sul versamento di aprile
Con l’adeguamento Istat all’1,4%, le nuove fasce di retribuzione oraria modificano i parametri di calcolo. Per fare un esempio concreto, per le retribuzioni fino a 9,61 euro l’ora, l’importo del contributo orario comprensivo della quota Cassa unica assegni familiari è stato fissato a 1,70 euro; sale a 2,34 euro per le retribuzioni orarie superiori a 11,70 euro. A questi valori orari, che già inrano l’aumento legato al costo della vita, vanno aggiunte le maggiorazioni derivanti dai nuovi minimi tabellari stabiliti dal contratto. Per i lavoratori non conviventi, ad esempio, la paga oraria per il livello A è stata portata a 6,51 euro, mentre per il livello B si attesta a 7,01 euro, con variazioni proporzionali per le qualifiche più alte e per i conviventi. La somma di questi fattori, l’indicizzazione Istat e la dinamica contrattuale, determina inevitabilmente un primo versamento del 2026 più salato rispetto a quelli dell’anno precedente.




