Certificazione Unica 2026, il conto alla rovescia è già partito per colf e badanti
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Redazione Economia
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La macchina degli adempimenti fiscali si è messa in moto, e per chi ha una collaboratrice domestica, sia essa una colf o una badante, il termine del 16 marzo 2026 rappresenta una scadenza inevitabile. Entro quella data, infatti, i datori di lavoro domestico sono tenuti non solo a consegnare la Certificazione Unica relativa ai redditi corrisposti nel 2025, utilizzando il modello sintetico, ma anche a provvedere all'invio telematico dei dati all'Agenzia delle Entrate. Si tratta di un passaggio obbligato che, se da un lato certifica quanto versato al lavoratore e le ritenute effettuate, dall'altro fornisce all'Amministrazione finanziaria gli elementi necessari per la costruzione della dichiarazione dei redditi precompilata. Per i datori di lavoro meno esperti, la gestione di questo adempimento può nascondere delle insidie, specie in un contesto normativo che, proprio nel 2026, vede l'introduzione di importanti novità contrattuali per il settore domestico, le quali hanno un impatto indiretto ma significativo sulla determinazione delle somme da certificare.
D'altra parte, è bene ricordare che la Certificazione Unica non è un documento esclusivo dei rapporti di lavoro dipendente. L'INPS, in qualità di sostituto d'imposta, sta in queste settimane elaborando e mettendo a disposizione le proprie certificazioni per coloro che, nel corso del 2025, hanno percepito pensioni, indennità o altre prestazioni dall'Istituto. La pubblicazione di questi modelli, scaricabili dal portale online o dall'app dell'INPS, procede parallelamente agli adempimenti richiesti ai privati datori di lavoro. In molti casi, specialmente per i nuclei familiari con persone anziane non autosufficienti, queste due certificazioni — quella del datore di lavoro per la badante e quella dell'INPS per il pensionato — finiscono per incrociarsi nella medesima dichiarazione dei redditi, rendendo necessaria una verifica incrociata della documentazione.
Il rinnovo del contratto e i riflessi sulla certificazione
La compilazione della CU 2026 per il personale domestico, tuttavia, non può ignorare le novità salariali introdotte dal rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico, firmato nell'ottobre del 2025 e già in vigore. L'accordo ha stabilito, infatti, un aumento strutturale delle retribuzioni, la cui prima tranche, pari a 40 euro lordi mensili per il livello retributivo più diffuso, è operativa dal 1° gennaio 2026. Questo incremento, che si distribuirà in più scaglioni fino al 2028, ha un effetto a catena: si riflette sulla retribuzione annua e, di conseguenza, sull'ammontare delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali che il datore di lavoro deve calcolare e versare. È quindi fondamentale, nel predisporre la Certificazione Unica per l'anno d'imposta 2025, aver ben chiari i nuovi minimi tabellari, anche se gli aumenti veri e propri decorrono dal 2026, perché eventuali arretrati o conguagli legati alla stipula del nuovo contratto potrebbero dover essere già conteggiati e certificati.
Oltre agli aspetti puramente retributivi, il rinnovo contrattuale ha inciso su altri istituti che possono trovare spazio nella Certificazione Unica. L'introduzione di nuovi permessi, come quelli per le visite mediche o per le pratiche di ricongiungimento familiare, e l'armonizzazione delle tutele per la maternità e la paternità, rappresentano elementi che, seppur di natura previdenziale e normativa, hanno un riflesso sulla gestione del rapporto di lavoro e, in alcuni casi, sul trattamento economico accessorio. Il datore di lavoro, o il consulente a cui si affida, deve quindi prestare la massima attenzione affinché tutti gli importi corrisposti a vario Titolo nel 2025, siano essi stipendi, tredicesime, ferie non godute o eventuali indennità, vengano correttamente registrati e riportati nella CU. Solo una certificazione precisa e puntuale, infatti, permetterà al lavoratore domestico di verificare la correttezza dei propri redditi e al datore di evitare contestazioni future, in un settore dove il rapporto fiduciario resta un elemento centrale.
Tempistiche differenziate e obblighi per i sostituti d'imposta
La complessità dell'operazione è accresciuta dal fatto che il 2026 segna l'avvio di un nuovo calendario fiscale a tre velocità per i sostituti d'imposta. Se per la maggior parte dei datori di lavoro domestico la scadenza da ricordare è saldamente fissata al 16 marzo, per altri soggetti che erogano redditi, come i committenti di lavoro autonomo abituale, il termine per la trasmissione telematica slitta al 30 aprile. Questa differenziazione, introdotta per allineare i flussi informativi con la disponibilità della dichiarazione precompilata (attesa per il 20 maggio), non deve trarre in inganno chi ha dipendenti: l'obbligo di consegna della CU sintetica al collaboratore entro metà marzo resta inderogabile, così come l'invio telematico ordinario per quelle tipologie di reddito. Lo stesso vale per le certificazioni che contengono solo redditi esenti o non rilevanti ai fini della precompilata, per le quali è concessa una finestra più ampia, fino al 31 ottobre 2026.
Per le famiglie che impiegano colf e badanti, la strada maestra resta quella di rispettare la scadenza classica di marzo. In caso di errori materiali nella compilazione o nella trasmissione del file telematico, il legislatore ha previsto una finestra di tolleranza di cinque giorni successivi alla scadenza, durante la quale è possibile correggere il tasto senza incorrere in sanzioni. Trascorso questo lasso di tempo, si entra nel regime delle penalità: per ogni certificazione omessa, tardiva o errata, la sanzione può variare dai 33,33 euro (se regolarizzata entro 60 giorni) fino a 100 euro, con tetti massimi che, per i datori di lavoro con più dipendenti, potrebbero raggiungere cifre significative. Un rischio, quello sanzionatorio, che si aggiunge all'obbligo, spesso sottovalutato, di consegnare materialmente la certificazione al lavoratore: l'invio telematico all'Agenzia, infatti, non sostituisce la consegna della copia cartacea o elettronica al percipiente, un passaggio che, se omesso, comporta una sanzione autonoma e aggiuntiva.
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Description: Guida alla Certificazione Unica 2026 per colf e badanti. Scadenze al 16 marzo, novità del rinnovo contrattuale e obblighi per i datori di lavoro domestico.




