Abelardo de la Espriella nuovo presidente della Colombia: origini italiane e giuramento a Cali
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Redazione Esteri
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Il 7 agosto 1819, durante la Battaglia di Boyacá, il libertador Simón Bolivar sconfiggeva le truppe della monarchia spagnola, decretando di fatto l'indipendenza della Colombia dal dominio coloniale. Una data, quella del 7 agosto, che rappresenta ancora oggi una delle ricorrenze più sentite nel Paese andino e che simbolicamente è stata scelta per il passaggio di consegne alla presidenza della Repubblica.
Venerdì scorso, a Cali, Abelardo de la Espriella ha giurato ufficialmente come nuovo capo di Stato, riportando la destra al potere dopo il quadriennio di Gustavo Petro, la prima e finora unica esperienza di governo della sinistra nei 214 anni di storia della Colombia. Il leader conservatore, avvocato penalista ed ex imprenditore di 48 anni, conosciuto nell'ambiente politico e giudiziario con il soprannome di "El Tigre", ha prestato giuramento davanti al Congresso riunito nella città colombiana, ricevendo la banda presidenziale dalle mani del presidente dell'assemblea Miguel Henríquez Pinedo.
La cerimonia di insediamento e la scelta di Cali
L'evento si è svolto nell'auditorium della città di Cali, scelta non casuale per un presidente che intende marcare una discontinuità con il passato recente, e de la Espriella è stato accompagnato dalla moglie Ana Lucía Pineda e dai quattro figli, Lucía, Salvador, Filippo e Francesca, in una cerimonia che ha voluto sottolineare il carattere familiare del suo primo atto istituzionale.
Il giuramento è stato scandito dai 21 colpi di cannone sparati dalla scuola militare, un omaggio tradizionale riservato ai capi di Stato che sottolinea il forte legame tra il nuovo esecutivo e le forze armate colombiane. Tra il pubblico delle autorità presenti spiccavano i presidenti cileno José Antonio Kast, l'ecuadoriano Daniel Noboa e l'argentino Javier Milei, tutti esponenti di quella destra sudamericana che vede in de la Espriella un alleato naturale e un interprete della svolta conservatrice che sta attraversando il continente.
Gli aiuti dagli Stati Uniti e il rapporto con Trump
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato, già nella giornata di venerdì, un pacchetto di aiuti alla sicurezza del valore di 1 miliardo di dollari per il nuovo governo colombiano, un segnale tangibile del sostegno dell'amministrazione Trump a un presidente che è considerato un interlocutore privilegiato e un alleato fedele all'interno della regione.
In un comunicato diffuso dall'ufficio del portavoce, il Dipartimento ha specificato che il pacchetto mira a consentire a Washington e Bogotá di raggiungere "i nostri obiettivi comuni", senza però entrare nel dettaglio delle operazioni o dei programmi che verranno finanziati.
Il rapporto tra de la Espriella e il presidente americano Donald Trump è noto da tempo e si è consolidato anche grazie alla comune battaglia contro il narcotraffico e le organizzazioni criminali transnazionali, temi che hanno rappresentato un punto centrale dell'agenda politica del leader conservatore durante la campagna elettorale e che ora tornano al centro dell'azione di governo.
Chi è Abelardo de la Espriella, l'avvocato "El Tigre"
Abelardo de la Espriella, nato in una famiglia di origine italiana che ha conservato nel tempo un forte legame con le proprie radici europee, ha costruito la sua carriera prima come imprenditore e poi come avvocato penalista, distinguendosi per la difesa di alcuni noti gruppi paramilitari di destra, un'attività che gli ha procurato non poche critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani ma che allo stesso tempo lo ha reso popolare tra gli elettori più conservatori.
La sua figura, carismatica e discosta dal politically corretto, ha saputo intercettare il malcontento verso le politiche progressiste di Gustavo Petro e la crescente domanda di sicurezza che attraversa il Paese, dove la violenza legata al narcotraffico e ai gruppi armati illegali continua a rappresentare una delle principali emergenze nazionali.
A 48 anni, de la Espriella si trova ora ad affrontare una sfida complessa: da un lato deve mantenere fede alle promesse di "mano dura" contro la criminalità, dall'altro deve gestire un apparato statale indebolito da anni di crisi economica e sociale, senza però tradire l'alleanza con gli Stati Uniti che ha contribuito in modo determinante alla sua ascesa.
La svolta conservatrice e il futuro del Paese
Con l'insediamento di de la Espriella, la Colombia chiude quindi l'esperienza di sinistra di Gustavo Petro, durata quattro anni, e inaugura una nuova stagione politica che molti osservatori definiscono come la più a destra della storia recente del Paese, anche in virtù dei legami stretti con gli altri leader sudamericani presenti alla cerimonia di Cali. La presenza di Kast, Noboa e Milei, infatti, non è solo un gesto di cortesia istituzionale ma rappresenta un vero e proprio schieramento ideologico che intende contrapporsi alle esperienze di sinistra ancora presenti nella regione.
De la Espriella, dal canto suo, ha già fatto sapere che intende imprimere una svolta decisa in materia di sicurezza interna e di politica estera, allineandosi completamente alle direttive di Washington e rafforzando la cooperazione militare con gli Stati Uniti. Il nuovo presidente colombiano eredita un Paese spaccato, con un'economia che fatica a riprendersi e una popolazione che chiede risposte concrete, ma può contare su un consenso iniziale ampio e sul sostegno del principale alleato internazionale.
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