Il centrodestra in discesa, il campo largo lo sorpassa per la prima volta (Vannacci incluso)

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Definire ‘complesso’ quando non ‘convulso’ questo ultimo mese – scandito da tensioni internazionali e da un’estate che sul piano politico sembra non voler dare tregua – appare quasi un eufemismo; gli eventi infatti si affollano, e mentre il dibattito pubblico si interroga sulle ripercussioni del conflitto con l’Iran (che sta producendo un impatto violento sul mercato dell’energia, con ricadute pesanti sull’economia globale da cui l’Italia non è esente), la fotografia scattata dagli istituti demoscopici restituisce un quadro elettorale inedito per la maggioranza guidata da Giorgia Meloni.

Il sorpasso del Campo largo

Per la prima volta da quando Roberto Vannacci (il generale che ha lasciato la Lega per fondare Futuro nazionale) ha fatto il suo ingresso nell’arena politica con una propria formazione, il cosiddetto “campo largo” – che include Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, più le esperienze di +Europa e Italia Viva – supera il centrodestra nelle rilevazioni sulle intenzioni di voto. L’ultima rilevazione di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera[citazione:3] certifica il sorpasso: il fronte progressista tocca il 46,6%, mentre la coalizione di governo (che include ufficialmente FdI, FI, Lega e Noi Moderati e, tecnicamente per questa somma, anche il partito di Vannacci) si ferma al 46,1%. Una forbice che, sebbene contenuta, assume un peso specifico rilevante proprio perché arriva in un momento di generale arretramento delle destre.

FdI in stallo, male Lega e il caso Vannacci

Fratelli d’Italia, nonostante resti il primo partito con un consenso che oscilla tra il 26,2% (secondo Pagnoncelli) e il 29% (secondo l’Istituto Noto per Porta a Porta), lascia lo 0,5% per strada rispetto al mese scorso, registrando la percentuale più bassa dalle scorse Europee. A soffrire maggiormente la concorrenza interna al centrodestra è però la Lega, che raggiunge i minimi storici attestandosi al 5,8% e perdendo un ulteriore mezzo punto percentuale. I consensi sembrano così riversarsi sul movimento “Futuro nazionale” di Vannacci, che sale al 4,1% (con un incremento di oltre un punto), e in parte su Forza Italia che, pur perdendo lo 0,5%, si mantiene su livelli alti (9%).

Le opposizioni: Pd in leggera crescita e l’effetto Avs

Dall’altra parte della barricata il Partito democratico mostra una tenuta significativa, salendo al 22,3%; cresce di pochi decimali ma continua a consolidare la propria posizione di perno dell’alternativa. Il Movimento 5 Stelle, che alcuni sondaggi davano in difficoltà, appare stabile intorno al 14,3%, confermando la sua capacità di intercettare il malcontento senza subire il contraccolpo dell’ascesa del centro. La sorpresa vera arriva però da Alleanza Verdi-Sinistra (Avs), che recupera la perdita del mese scorso e risale al 6,7%, riavvicinandosi pericolosamente alla Lega di Salvini e dimostrando una capacità di attrazione sugli ex elettori delusi dal Movimento o semplicemente stanchi della maggioranza.

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