Amici 25, l’eliminazione di Riccardo Stimolo tra lacrime, la paura di tornare a fare l’elettricista e il peso delle vecchie accuse online
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La settima puntata del Serale di Amici 25, andata in onda sabato 2 maggio su Canale 5, ha consegnato un verdetto che per Riccardo Stimolo, uno dei due eliminati insieme a Gard, ha rappresentato molto più di una semplice sconfitta sportiva. Mentre il compagno di sventura lasciava il palco con la consapevolezza di avere già una proposta discografica in tasca, il diciottenne allievo di Rudy Zerbi è crollato in un pianto disperato, rivelando una fragilità che va ben oltre la competizione canora. La sua non è soltanto l’amarezza di chi esce alla vigilia della semifinale, ma il terrore concreto di un giovane che vede franare l’unica occasione per cambiare vita; come ha confessato lui stesso in un drammatico faccia a faccia con i compagni in casetta, il pensiero di dover riappendere il sogno al chiodo per rimettersi gli abiti da elettricista gli ha stretto lo stomaco molto più della sconfitta tecnica.
Il completo digiuno di contratti e il confronto generazionale
Ciò che ha reso l’addio di Riccardo particolarmente amaro – e che ha trasformato il suo sfogo in uno dei momenti più crudi di questa edizione – è stata la consapevolezza, da lui espressa a chiare lettere, di essere rimasto l’unico concorrente del gruppo a non aver ricevuto alcuna chiamata dalle case discografiche. In un ambiente dove la visibilità televisiva si traduce quasi automaticamente in contratti e opportunità, lui si è trovato a fare i conti con il silenzio più assoluto. “Non me lo merito di essere rimasto l’unico senza nulla, senza un interesse fuori,” ha tuonato il ragazzo, visibilmente scosso, mentre la conduttrice Maria De Filippi si apprestava a comunicare il verdetto finale. Questa disparità di trattamento, oggettiva e verificabile, ha funto da detonatore per un’ansia che il cantante covava da tempo: quella di essere stato etichettato e, di fatto, escluso dal mercato ancor prima di aver avuto la chance di dimostrare il proprio valore professionale dopo il talent show.
L’ombra delle polemiche social e il gesto frainteso
Ma come spiegare questo silenzio assordante dell’industria? Nelle sue lunghe e tormentate dichiarazioni rilasciate durante la puntata e subito dopo l’eliminazione, Riccardo ha fornito la sua personale chiave di lettura, ed è una chiave che pesa come un macigno. Il giovane è convinto che la mancata fiducia da parte delle etichette sia “direttamente collegata” alla bufera mediatica che lo ha travolto mesi fa, quando riemersero suoi vecchi post e commenti definiti omofobi. A distanza di tempo, nonostante le scuse pubbliche e la promessa di essere cambiato (“Io adesso non sono quello che ha scritto quelle cose sui social”), il pregiudizio nei suoi confronti sembra aver avuto la meglio, vanificando gli otto mesi di crescita umana e artistica che lui stesso – e il suo professore Rudy Zerbi – rivendicano a gran voce. Si aggiunge a questo fardello la vicenda del gesto “goliardico”, da lui definito immaturo, scambiato da molti telespettatori per un insulto volgare rivolto al ballerino Alessio Di Ponzio; un equivoco che, a suo dire, ha ulteriormente aggravato la sua percezione pubblica.
Lo sfogo nella casetta: “Ho paura di perdere tutto”
Prima ancora che i giudici decretassero la sua fine al ballottaggio contro Lorenzo, Gard e lo stesso Riccardo, l’atmosfera nella casetta era quella di un’anticamera della disperazione. In un lungo monologo ripreso dalle telecamere, il cantante ha messo a nudo tutte le sue insicurezze, descrivendo la sua condizione come un “problema gigante”. L’idea di tornare alla vita di prima, a quel benedetto lavoro da elettricista che rappresenta per lui l’incubo del fallimento, lo terrorizza al punto da fargli preferire la permanenza nello show, anche solo per rimandare l’inevitabile. “Se esco, torno a fare quello che facevo prima. Le chiamate non sono arrivate, le proposte non ci sono,” ha ripetuto come un mantra, mostrando una maturità dolorosa nel riconoscere che le sue mani, in quel momento, risultano legate da ogni parte. Non c’era sceneggiato in quelle parole, ma la pura, cruda, percezione della fine di un treno.
Un addio che profuma di rinuncia
Mentre Gard usciva di scena tra gli applausi e la prospettiva di un futuro luminoso (“Grazie Maria, ragazzi spaccate tutto”), per Riccardo Stimolo l’uscita dal palco di Canale 5 è coincisa con il ritorno nella sua personale realtà, fatta di incertezze e rimorsi. Le polemiche per i post, il gesto frainteso e la conseguente emarginazione professionale hanno disegnato un percorso molto più duro del previsto per un talento che, al netto delle perplessità tecniche sulla sua preparazione, ha comunque dimostrato una crescita esponenziale. Alla fine, l’unica certezza che Riccardo si porta a casa non è una clausola contrattuale, ma la consapevolezza, amara, che nel mondo dello spettacolo a volte il passato sia un macigno troppo pesante da trascinare, anche quando le intenzioni – dichiarate – sarebbero quelle di guardare avanti.




