L'attacco notturno a Odessa e il vertice di Berlino sull'Ucraina
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Redazione Esteri
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Nella notte tra venerdì e sabato, un nuovo e massiccio attacco russo ha colpito la città ucraina di Odessa, lasciando gran parte dei suoi abitanti al buio e senza servizi essenziali. Le immagini, raccolte sul posto dall'inviato Roberto Bongiorni, mostrano una metropoli ferita, dove il lavoro dei soccorsi si concentra immediatamente nel tentativo di ripristinare l'elettricità e l'acqua, infrastrutture vitali compromesse dai bombardamenti. L'offensiva, che le autorità di Mosca definiscono una rappresaglia per presunti colpi ucraini contro obiettivi civili, ha provocato danni considerevoli in tutto il paese, lesionando più di una dozzina di strutture civili e causando il ferimento di due persone nella sola regione di Odessa.
La situazione energetica e le dichiarazioni di Kiev
Il presidente Volodymyr Zelensky, commentando l'episodio con parole di condanna, ha ribadito che la Russia "non vuole la pace", sottolineando come l'obiettivo principale dell'offensiva sia ancora una volta il settore energetico nazionale, in particolare nel sud e nell'area di Odessa. Secondo le stime di Kiev, circa un milione di famiglie si sono trovate senza corrente elettrica in seguito all'incursione, una cifra che illustra l'entità del disagio inflitto alla popolazione. I servizi tecnici, nonostante le difficoltà, sono al lavoro per riparare i guasti, un'operazione complessa che richiede tempo e risorse in un contesto di guerra ormai protratto.
Il contesto diplomatico: il vertice in Germania
Proprio mentre i soccorritori lavorano tra le macerie, la diplomazia tenta di trovare una via d'uscita al conflitto, sebbene le prospettive appaiano tutt'altro che rosee. A Berlino è infatti in programma un nuovo round di colloqui sul piano di pace per l'Ucraina, al quale prenderanno parte i consiglieri per la politica estera di diversi paesi, inclusi Stati Uniti, Ucraina e nazioni europee. L'inviato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff, giungerà in Germania per partecipare all'incontro, avendo in agenda anche colloqui separati con Zelensky e con i leader di Francia, Germania e Regno Unito nei giorni successivi.
Lo stallo sui fondi e la complessa partita internazionale
La partita diplomatica si gioca su un terreno estremamente accidentato, dove persiste, tra gli altri nodi irrisolti, la questione dei fondi russi congelati, sulla cui destinazione le posizioni internazionali – compresa quella italiana – rimangono divergenti e lontane da una soluzione condivisa. L'arrivo degli emissari di Trump, se da un lato segna un rientro formale di Washington nel processo negoziale, dall'altro non sembra al momento preludere a una svolta immediata, con la possibilità di un cessate il fuoco che appare remota mentre continuano gli scontri sul campo.




