Mattarella consegna il tricolore ai portabandiera, conto alla rovescia per Milano-Cortina 2026

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In un Salone dei Corazzieri carico di simbolismo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato il vessillo nazionale ai sei atleti che guideranno la delegazione italiana durante le cerimonie inaugurali delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. La cerimonia, svoltasi a poco più di un mese dall’accensione del braciere olimpico in programma dal 6 al 22 febbraio, segna l’ingresso ufficiale nella fase operativa di un evento che, coinvolgendo un’ampia porzione del Nord Italia con oltre un centinaio di gare, mira a lasciare un’impronta duratura nel tessuto sportivo e infrastrutturale del Paese. “Lei è il nostro primo tifoso”, ha affermato il presidente del Coni rivolgendosi al capo dello Stato, il quale, con la consueta sobrietà, ha replicato definendosi “solo uno dei tanti”, pur assicurando un attento seguito alla spedizione azzurra.

Il doppio ruolo di Federica Brignone

Tra i portabandiera, la figura di Federica Brignone incarna una doppia veste, quella dell’atleta di vertice e quella dell’appartenente alle Forze dell’Ordine, avendo recentemente prestato giuramento come maresciallo dei Carabinieri. La cerimonia al Quirinale e quella nella caserma “Salvo D’Acquisto” rappresentano, per lei, tappe significative di un percorso che tuttavia rimane saldamente ancorato alla preparazione atletica. La sciatrice, infatti, non nasconde di avere “la testa sempre orientata verso le montagne” e un recupero che ha assorbito gli ultimi otto mesi, pianificando allenamenti persino nel periodo festivo per recuperare il tempo perduto. “Io solitamente scio il 25”, ha confidato, sottolineando come la priorità assoluta rimanga un ritorno in Coppa del Mondo prima del via dei Giochi.

Un simbolo per chi non si arrende

Dopo aver posato il tricolore che sventolerà insieme ad Amos Mosaner nella cerimonia di Cortina, Brignone ha saputo cogliere il valore collettivo dell’investitura, trasformandola in un messaggio di resilienza. Disponibile, una volta terminato il protocollo, a selfie e foto con il pubblico presente, la “Tigre” dello sci azzurro ha espresso una visione che travalica il mero risultato sportivo. “Io portabandiera di tutti quelli che lottano”, ha dichiarato, estendendo idealmente il significato del drappo che reggerà a chiunque, in qualsiasi ambito, stia affrontando una battaglia personale o professionale, una dichiarazione che carica di ulteriore responsabilità il suo ruolo.

Il contesto internazionale e lo scenario futuro

L’edizione dei Giochi si prepara a svolgersi in uno scenario geopolitico diverso rispetto all’ultima occasione invernale, con Donald Trump nuovamente alla guida degli Stati Uniti, elemento che aggiunge una variabile al consueto quadro diplomatico che sempre accompagna i grandi eventi sportivi globali. Nel frattempo, l’organizzazione procede lungo il suo tracciato, con le Paralimpiadi in calendario per il marzo successivo, a completare un festival dello sport invernale che attende ora solo il via. L’auspicio, come tradizione, è che questa macchina complessa, oltre a regalare emozioni, possa tradursi in un’eredità tangibile per i territori coinvolti, i quali si apprestano a vivere un inverno denso di sfide e di attenzioni mondiali.

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