Incendio a Vicopisano, la nube di plastica bruciata avvolge la piana: chiusure e raccomandazioni dai sindaci
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Redazione Interno
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L'allarme è scattato poco dopo le 9.20 di lunedì mattina, quando le fiamme hanno divorato il capannone della Delca Energy a Lugnano, frazione di Vicopisano, un'azienda specializzata nel recupero e riciclaggio di materiale plastico, e da quel momento – con una violenza che ha subito fatto temere il peggio – i vigili del fuoco non hanno più smesso di combattere il rogo. L'incendio, che ha coinvolto migliaia di tonnellate di rifiuti plastici stoccati all'interno della struttura (si parla di circa 2.
500 tonnellate di balle di plastica su una superficie di 5mila metri quadri), ha generato un'enorme colonna di fumo nero, densa e tossica, visibile a decine di chilometri di distanza fino a raggiungere il centro di Pisa e oltre.
L'intervento dei soccorsi e l'evacuazione delle aree limitrofe
Le operazioni di spegnimento, complesse a causa della natura dei materiali coinvolti, hanno richiesto l'intervento massiccio di squadre specializzate: inizialmente impegnate due squadre operative del comando di Pisa con quattro automezzi e due autobotti, i rinforzi sono arrivati rapidamente dai comandi di Lucca, Pistoia, Livorno e persino da Firenze e Massa, per un totale di 35 unità che hanno lavorato senza sosta per contenere le fiamme.
Sul posto, oltre ai tecnici Arpat e al personale del 118 che hanno monitorato la situazione sanitaria, sono intervenuti anche i carabinieri delle stazioni di Vicopisano e Bientina per i primi accertamenti, mentre la viabilità nella zona è stata bloccata con la chiusura della Provinciale Vicarese per permettere ai mezzi di soccorso di operare in sicurezza.
Erano circa una trentina i dipendenti dell'azienda, ma per fortuna, da quanto si è appreso, non si registrano feriti tra i lavoratori, nonostante alcuni di loro fossero presenti in fabbrica al momento dello scoppio dell'incendio; le fiamme hanno distrutto un deposito di stoccaggio e le ipotesi investigative, al vaglio degli inquirenti, non escludono che il disastro possa essere stato innescato da un fenomeno di autocombustione dei rifiuti.
Le ordinanze dei sindaci: porte chiuse e attività sospese
Mentre il fumo si spostava spinte dalle correnti, avvolgendo i comuni limitrofi come una coperta maleodorante e potenzialmente pericolosa, i primi cittadini hanno dovuto agire rapidamente per tutelare la salute pubblica; in serata, dopo una riunione di coordinamento in prefettura, ben cinque sindaci (di Pisa, Cascina, Vicopisano, Calci e San Giuliano Terme) hanno firmato un'ordinanza contingibile e urgente che impone misure precauzionali severe.
Le indicazioni – in attesa che Arpat e Asl Toscana Nord Ovest completino i campionamenti del suolo e dell'aria per quantificare l'impatto di sostanze altamente tossiche come le diossine – sono chiare e hanno un unico obiettivo: limitare l'esposizione della popolazione ai residui della combustione.
I cittadini ricevono la raccomandazione di tenere porte e finestre di case, uffici e locali commerciali ermeticamente chiuse, disattivare gli impianti di condizionamento e ventilazione che prelevano aria dall'esterno (per evitare che aspirino le particelle nocive) e di limitare ogni attività all'aperto, sospendendo anche quelle lavorative, sportive e ludiche che si svolgono nei cortili o nei parchi.
Le ripercussioni su scuole, lavoro e animali domestici
Le conseguenze operative del disastro si sono abbattute con particolare violenza sui due comuni più esposti, Vicopisano e Cascina, dove i rispettivi sindaci hanno disposto la chiusura precauzionale di tutte le scuole di ogni ordine e grado per l'intera giornata di martedì, una misura che ha coinvolto migliaia di famiglie costrette a organizzarsi all'ultimo momento.
Nella zona industriale di Lugnano e Noce, la più vicina al focolaio dell'incendio, è stata ordinata la sospensione dell'attività produttiva fino a mezzogiorno, mentre altre aziende della provincia avevano già lasciato andare a casa i dipendenti già dall'ora di pranzo di lunedì per metterli al riparo dall'aria irrespirabile.
L'elenco delle precauzioni si spinge fino ai dettagli della vita domestica: chi ha un orto o un frutteto deve lavare abbondantemente frutta e verdura prima di consumarle (per eliminare eventuali tracce di cenere tossica) e, cosa che spesso si sottovaluta in questi casi, gli animali da affezione o da cortile vanno tenuti rigorosamente in casa, riparati dalla ricaduta di polveri sottili, mentre le ciotole dell'acqua e i mangimi vanno protetti dalla contaminazione esterna.




