Ariston e Bosch sotto il controllo di Putin: l'Italia reagisce
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La reazione dell'Italia
In risposta a questa decisione, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha convocato l'ambasciatore russo nella capitale per esprimere la protesta dell'esecutivo. Questo passo, nella prassi diplomatica, ha un valore significativo.
Il valore della filiale russa
La presenza di Ariston in Russia con un proprio impianto risale a quasi vent'anni fa. La fabbrica di Vsevolozhsk, nei pressi di San Pietroburgo, destinata alla produzione di scaldacqua elettrici, fu inaugurata nel 2005 con un investimento complessivo di 30 milioni di euro. Attualmente, l'organico è composto da circa 200 unità tra dirette e indirette, mentre un altro centinaio di dipendenti lavora presso l'ufficio commerciale di Mosca.
L'azione di Putin
La decisione di Putin di mettere sotto controllo governativo le filiali russe di Ariston e Bosch, due importanti aziende occidentali, è stata vista come un segnale di sfida verso l'Occidente. Questa mossa è stata interpretata come una risposta alla continua assistenza degli Stati Uniti e dell'Europa a Kiev nel contesto della guerra in Ucraina.




