Ariston e Bosch in mano a Gazprom: l'Italia convoca l'ambasciatore russo
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Redazione Interno
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Il presidente del gruppo Ariston, Paolo Merloni, ha espresso la sua amarezza e sorpresa per l'azione intrapresa dalle autorità russe. Ariston, nota azienda italiana di elettrodomestici, e la tedesca Bosch sono state trasferite temporaneamente alle filiali russe della JSC Gazprom Household Systems, una sussidiaria del gruppo Gazprom, la multinazionale controllata dal governo di Mosca e leader mondiale nella vendita di gas naturale.
Il ruolo di Gazprom
Venerdì scorso, il presidente russo Putin ha disposto, con proprio decreto, il trasferimento temporaneo delle filiali russe di Ariston e Bosch alla JSC Gazprom Household Systems. Questa mossa ha suscitato grande preoccupazione in Italia, dato che Gazprom è una multinazionale controllata dal governo di Mosca e leader mondiale nella vendita di gas naturale.
La reazione di Ariston
Paolo Merloni, presidente di Ariston Group, ha dichiarato: "Siamo molto amareggiati dall'iniziativa intrapresa dalle autorità russe. Avevamo deciso di mantenere i nostri asset nella Federazione Russa per tutelare i nostri investimenti e il futuro delle persone che per oltre 20 anni hanno vissuto con professionalità i valori del nostro gruppo. Stiamo attivamente lavorando con consulenti legali e autorità per comprendere il da farsi".
L'Italia convoca l'ambasciatore russo
In risposta a questa situazione, il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani ha dato mandato al segretario generale della Farnesina di convocare l'ambasciatore della Federazione russa in Italia. L'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, è stato convocato al ministero degli Affari Esteri in relazione alla decisione del governo russo. Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha comunicato che "il governo chiede chiarimenti sulla vicenda della nazionalizzazione dell'Ariston Thermo Group".
Questa crisi rappresenta un fulmine a ciel sereno all'interno di una relazione ultraventennale proficua per entrambe le parti tra la Federazione Russa e l'azienda di Fabriano. La situazione rimane in evoluzione e si attendono ulteriori sviluppi.




