Sinner resiste a Medvedev e ora sogna il trono di Roma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Jannik Sinner conquista la finale degli Internazionali di Roma dopo una semifinale durissima contro Daniil Medvedev, sospesa dalla pioggia e completata soltanto il giorno successivo, tra tensione, stanchezza e problemi fisici che hanno accompagnato il numero uno per tutta la sfida. Al Foro Italico finisce 6-2, 5-7, 6-4 dopo 2 ore e 37 minuti distribuiti su due giorni, con l’azzurro capace di riprendere il match all’alba della ripresa e chiuderlo in appena quindici minuti, cancellando dubbi e paura. Ora davanti a lui c’è Casper Ruud, nell’ultimo atto di un torneo che potrebbe consegnargli il trono di Roma davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, atteso in tribuna per la finale.
La semifinale contro Medvedev si è trasformata in una lunga battaglia a puntate, segnata da continui cambi di scenario e da un clima sempre più carico di tensione. Durante il match Sinner ha mostrato smorfie di dolore, tremori, rigidità muscolare e momenti di evidente difficoltà fisica, tanto da alimentare interrogativi sulle sue condizioni. Alla fine della partita, però, il tennista altoatesino ha evitato spiegazioni precise. «Qui a Roma c’è tanta tensione», ha detto senza entrare nei dettagli, mentre anche la presenza del mental coach ha contribuito ad aumentare l’attenzione attorno alle ore più complicate vissute dal numero uno del mondo sul Centrale.
La ripresa del match e i quindici minuti che cambiano tutto
Dopo l’interruzione causata dalla pioggia, la ripartenza del match dura pochissimo ma concentra tutta la forza mentale di Sinner. Bastano diciannove punti per ribaltare definitivamente l’inerzia e spegnere le speranze di Medvedev, travolto dalla pressione e dalla rapidità con cui l’azzurro riesce a chiudere il confronto. Un ace del russo porta il punteggio sul 4-3 nel terzo set, ma da lì in avanti il controllo torna completamente nelle mani di Sinner, che accelera e si prende la finale. Al termine arriva anche l’urlo liberatorio scritto sulla telecamera, un “Siiii!” che racconta più di qualsiasi spiegazione tecnica la fatica accumulata nelle ultime quarantotto ore.
La notte precedente, del resto, era stata quasi insonne. «Per la verità non ho dormito molto», ammette Sinner dopo la vittoria, lasciando emergere il peso fisico e mentale di una semifinale diventata qualcosa di più di una semplice partita. La sensazione, osservando il finale, è che il numero uno abbia vinto soprattutto contro il logorio accumulato tra malesseri, interruzioni e pressione crescente. La pioggia sembrava poter cambiare il destino dell’incontro, invece il ritorno in campo ha mostrato un Sinner diverso, più aggressivo e lucido proprio nel momento più delicato.
Il Foro Italico spinge Sinner verso la finale contro Ruud
Attorno al Foro Italico, intanto, cresce un’atmosfera sempre più travolgente. L’entusiasmo del pubblico romano accompagna il cammino di Sinner sin dall’inizio del torneo e nella semifinale contro Medvedev si trasforma in un’attesa quasi interminabile, prolungata dall’interruzione e dalla ripresa del giorno dopo. Chi aveva acquistato il biglietto per la sessione serale del venerdì ha cercato di capire se sarebbe stato possibile rientrare per assistere alla conclusione del match, mentre gli spettatori presenti il giorno successivo per la finale femminile si sono ritrovati improvvisamente davanti anche all’epilogo della semifinale maschile.
Il clima che accompagna Sinner a Roma ricorda quello delle grandi occasioni e il riferimento all’edizione precedente torna inevitabilmente anche nelle sue parole. «L’anno scorso contro Alcaraz non è andata bene, vediamo», dice guardando alla nuova finale conquistata al Foro Italico. Stavolta dall’altra parte della rete ci sarà Casper Ruud, ma il centro dell’attenzione resta soprattutto sul percorso dell’azzurro, passato nel giro di poche ore dai tremori e dalla nausea alla possibilità concreta di diventare imperatore degli Internazionali davanti al pubblico di casa.




