Trump rilancia a Philadelphia lo spettro del voto rubato

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La voce di Philadelphia, città simbolo della democrazia americana, risuona nelle accuse di Donald Trump, che ancora una volta ricorre al lessico della frode massiva per insinuare il dubbio in una nazione già scossa da polarizzazioni profondissime. In un recente intervento su Truth Social, l’ex presidente ha dichiarato che le forze dell’ordine sarebbero pronte a intervenire contro un presunto, ma non specificato, tentativo di truffa elettorale, dando corpo a un’ombra inquietante che si protende sul processo democratico.

Trump, che seguirà l'andamento dello spoglio nella sua residenza in Florida, a Mar-a-Lago, insieme a Elon Musk, denuncia brogli in Pennsylvania (subito smentiti dalla polizia locale) e in Michigan. Kamala Harris, che si trova nella sua residenza di Washington, teme che il rivale possa annunciare la vittoria prima della conclusione ufficiale dello spoglio, alimentando ulteriormente le tensioni già presenti.

Sul Truth, il social network da lui fondato, il tycoon ha parlato di “mega frodi elettorali” in Pennsylvania e in Michigan, due degli stati in bilico che potrebbero rivelarsi fondamentali per la vittoria di entrambi. Da giorni la Pennsylvania è già diventata oggetto d'accusa di frode elettorale da parte di Donald Trump e i suoi sostenitori, che stanno amplificando i dubbi in uno Stato chiave per la conquista della Casa Bianca ancora prima che le schede siano state conteggiate, allarmando i funzionari statali e locali. Ora nel mirino del candidato repubblicano anche il Michigan, ma dalla polizia di Philadelphia arriva la smentita.

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