La Fenice ratifica la nomina di Beatrice Venezi, il sovrintendente Colabianchi: “Una scelta che guarda al futuro”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Consiglio di indirizzo del Teatro La Fenice, riunitosi nella giornata di oggi sotto la presidenza del sindaco Luigi Brugnaro, ha messo la parola fine alle settimane di tensione che hanno agitato le acque della fondazione veneziana, ratificando ufficialmente la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale. La decisione, ampiamente attesa dopo il dietrofront dello scorso autunno e le vibranti proteste che ne erano seguite, è stata formalizzata con un atto che porta la data di oggi e che avvia ufficialmente la procedura per l'insediamento della maestro, previsto per il prossimo mese di ottobre. L'incarico, della durata di quattro anni, rappresenta una scommessa sul ricambio generazionale, un tentativo, come si legge nella relazione del sovrintendente Nicola Colabianchi, di "assicurare al Teatro una prospettiva di sviluppo e di rinnovamento" affidando un ruolo apicale a una figura che, con i suoi trentasei anni, si pone come interprete di una nuova generazione di direttori.
La relazione del sovrintendente e le ragioni di una scelta contrastata
Colabianchi, che ha dovuto gestire un confronto piuttosto aspro con le maestranze e le sigle sindacali, ha sentito il bisogno di accompagnare il voto del Consiglio con una lunga e dettagliata relazione indirizzata proprio ai consiglieri. Un gesto, il suo, motivato dal "senso di responsabilità istituzionale" e dall'eccezionale "attenzione mediatica" che ha circondato l'intera vicenda, quasi a voler blindare la scelta con un'argomentazione puntuale che andasse oltre la semplice ratifica formale. Nelle sue carte, il sovrintendente ha voluto sottolineare come la nomina di Venezi non risponda soltanto a logiche di opportunità anagrafica, ma affondi le radici in una valutazione artistica precisa: la direttrice lucchese, si legge nella nota diffusa dalla fondazione, possiede una "formazione direttoriale solida" e un metodo di lavoro che si fonda sull'analisi strutturale della partitura, elementi che la collocano "pienamente nella tradizione direttoriale italiana ed europea". Non solo merito, quindi, ma anche coerenza progettuale, in un momento in cui il teatro, come ha dichiarato la stessa Venezi in una recente intervista alla stampa estera, deve confrontarsi con la necessità di attrarre nuovo pubblico se non vuole rischiare di trasformarsi in un museo; un'osservazione, quella sugli abbonati con un'età media superiore agli ottant'anni, che aveva ulteriormente inasprito il dibattito.
Il fronte del no: sindacati e orchestrali restano sulla barricata
Dall'altra parte della barricata, quella dei professori d'orchestra e del coro, la ratifica non ha fatto che cristallizzare un dissenso che va avanti dallo scorso 22 settembre, giorno in cui la designazione venne resa pubblica per la prima volta. I lavoratori, che avevano proclamato lo stato di agitazione e organizzato volantinaggi e scioperi, hanno sempre contestato non tanto la persona di Beatrice Venezi quanto le "modalità e tempistiche" con cui la sua nomina è stata condotta, modalità che, a loro dire, avrebbero calpestato ogni principio di trasparenza e confronto. La Cgil di Venezia, per bocca dei suoi rappresentanti, ha parlato chiaramente di "metodo Brugnaro", accusando il presidente della Fondazione di aver forzato una decisione divisiva senza cercare alcuna mediazione, provocando così uno "scontro frontale" i cui danni, secondo il sindacato, ricadranno sull'istituzione stessa. Dura anche la presa di posizione del candidato sindaco del centrosinistra Andrea Martella, che ha definito la ratifica "uno schiaffo alla città", proprio mentre si sarebbe reso necessario un supplemento di riflessione per ricucire lo strappo con le maestranze.
Un profilo che divide la politica ma che incassa il sostegno della maggioranza
Se il fronte sindacale e parte della politica locale hanno espresso viva contrarietà, dall'area di governo e dalla maggioranza che sostiene l'amministrazione Brugnaro sono arrivate parole di pieno sostegno. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera ed esponente di Fratelli d'Italia, ha parlato di "viva soddisfazione" per il via libera, definendo Venezi "un'eccellenza italiana della direzione d'orchestra" e auspicando che questo passaggio formale possa ora riportare "armonia" all'interno del teatro. La spaccatura, evidente e profonda, ricalca le linee di frattura emerse nei mesi scorsi, quando la stessa Venezi, rompendo il silenzio a Pisa, aveva ironizzato sulle spillette di protesta indossate dai musicisti durante il concerto di Capodanno, sostenendo che all'estero ci si chiedesse come potesse "un teatro finanziato con fondi pubblici essere di fatto gestito dai sindacati in un contesto che appare totalmente anarchico". Parole, quelle della maestro, che non avevano fatto che alimentare la polemica, ma che oggi, con la ratifica del Consiglio, assumono il sapore di una rivendicazione a posteriori. La partita, per usare una metafora calcistica cara alla stessa Venezi, si è chiusa con il fischio dell'arbitro, e quel fischio è arrivato dal Consiglio di indirizzo.
Description: Il Consiglio di indirizzo del Teatro La Fenice ratifica la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale da ottobre 2026. Le motivazioni del sovrintendente Colabianchi e le reazioni della politica.




