La Fenice in crisi: l'orchestra in rivolta contro la nomina di Beatrice Venezi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Una frattura profonda si è aperta tra il palco e la direzione del Teatro La Fenice di Venezia. La nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale, annunciata lo scorso 22 settembre e ratificata all'unanimità dal consiglio, ha scatenato la ferma opposizione dei musicisti dell'orchestra, che chiedono l'annullamento dell'incarico.
Le ragioni della protesta dei musicisti
In una lettera al sovrintendente Nicola Colabianchi, gli orchestrali hanno giudicato la nomina priva del necessario sostegno artistico, sostenendo che il curriculum di Beatrice Venezi non sia paragonabile a quello dei direttori che in passato hanno guidato il teatro. Gli orchestrali hanno proclamato uno stato di agitazione permanente, riservandosi di intraprendere ogni forma di protesta sindacale, dagli scioperi ai sit-in, per tutelare la propria professionalità e la credibilità artistica dell'istituzione.
Le critiche dal mondo politico e la reazione del pubblico
Le critiche non arrivano solo dall'interno. Secondo alcune voci politiche e sindacali, la scelta si inserirebbe in un disegno più ampio volto a trasformare Venezia in una Disneyland culturale. A corroborare il malessere, sono giunte numerose disdette da parte di abbonati storici, che sembrano così esprimere la loro disapprovazione verso la nuova direzione artistica.
Un futuro di tensione per La Fenice
L'incarico, che decorrerà dalla stagione 2026-27 fino al 2030, è stato approvato dal consiglio e dal sindaco Luigi Brugnaro, ma si avvia a essere gestito in un clima di forte tensione. La questione, che investe il modello di governance e l'identità stessa del teatro, rimane aperta, con l'orchestra determinata a non abbassare la guardia in quella che percepisce come una battaglia per il prestigio della Fenice.




