Pagani Huayra 70 Trionfo, dopo sei mesi il proprietario porta in strada l'auto da 834 CV
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sei mesi dopo la consegna, la Pagani Huayra 70 Trionfo è finalmente apparsa su strada. Il primo dei tre esemplari previsti ha partecipato negli Stati Uniti a “The Drive 2026”, il raduno organizzato da Pagani che ha riunito alcune delle vetture più esclusive realizzate dalla Casa di San Cesario sul Panaro. L’occasione ha permesso di vedere lontano da uno showroom questa hypercar nata per celebrare i 70 anni di Horacio Pagani.
Un esemplare che non ha quasi nulla in comune con la Huayra di serie
La denominazione potrebbe far pensare a una semplice evoluzione della Huayra, ma la realtà è decisamente più radicale. La vettura è stata sviluppata dal reparto Grandi Complicazioni e, secondo le informazioni diffuse al momento della presentazione, della Huayra originale conserva sostanzialmente soltanto porte e cornici dei finestrini.
Il resto della carrozzeria è stato profondamente ridisegnato, con un frontale che abbandona i quattro gruppi ottici caratteristici per lasciare spazio a luci verticali e una zona posteriore dominata da un enorme alettone a collo di cigno, da un diffusore elaborato e da una sezione aperta che permette di vedere la meccanica. La filosofia Pagani della “meccanica nuda” diventa così parte integrante del design.
Carbonio verde, dettagli arancioni e un V12 da 834 cavalli
L’esemplare visto al raduno americano appartiene a un cliente residente a Cincinnati e si distingue per una scenografica fibra di carbonio a vista tinta di verde, accompagnata da numerosi dettagli arancioni. Cofano, prese d’aria, minigonne, tetto e zona posteriore sono caratterizzati da un’alternanza cromatica che rende questa Trionfo immediatamente riconoscibile. Sotto la carrozzeria trova posto il noto V12 biturbo Mercedes-AMG da 6,0 litri, capace in questa configurazione di sviluppare 834 CV.
Il dato più sorprendente riguarda però la trasmissione: Pagani ha scelto un cambio manuale a sette rapporti, soluzione già utilizzata sulla esclusivissima Huayra Epitome e oggi rarissima nel mondo delle hypercar.
La scelta di restare fedeli al motore a combustione
La Casa di San Cesario sul Panaro non si è piegata all’adozione di batterie a bordo dei suoi capolavori e a giudicare dai risultati ha fatto la scelta giusta. Horacio Pagani, fondatore del marchio, ha dichiarato chiaramente che le auto ibride ed elettriche non rientrano nei piani attuali perché non interessano ai suoi clienti. Nel 2017, all’inizio dello sviluppo della hypercar Utopia, l’azienda aveva considerato un V8 ibrido biturbo, ma il gruppo propulsore avrebbe aggiunto troppo peso alla vettura.
“Abbiamo preso in considerazione il V-8 ibrido, ma l’auto era semplicemente troppo pesante, 400 o 500 chili in più e i nostri clienti non volevano averci niente a che fare”, ha spiegato il dirigente. “Dobbiamo costruire ciò che siamo sicuri i clienti acquisteranno”.
Tre esemplari, tre configurazioni potenzialmente diverse
La Huayra 70 Trionfo è stata concepita in appena tre esemplari, sulla scia della filosofia già adottata da Pagani per alcune delle sue creazioni più esclusive, come la Zonda HP Barchetta realizzata dieci anni prima per i 60 anni del fondatore. La vettura protagonista del The Drive 2026 è dunque il primo esemplare consegnato, mentre le altre due sono destinate a ricevere configurazioni personalizzate. Questo significa che potremmo trovarci di fronte a tre hypercar profondamente differenti dal punto di vista estetico, pur condividendo la stessa base tecnica.
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