Il quinto sigillo di Nagatomo: il Giappone piange Mitoma ma abbraccia la sua leggenda

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Hajime Moriyasu, ct della nazionale nipponica, ha ufficializzato la lista dei 26 che il prossimo mese voleranno tra Stati Uniti, Messico e Canada, e tra i nomi spunta quello di Yuto Nagatomo: il terzino dell’FC Tokyo, che di anni ne ha 39, si appresta a calcare il palcoscenico mondiale per la quinta volta. Una notizia, quest’ultima, capace di suscitare un’ondata di commozione difficile da inscatolare nelle solite dinamiche di spogliatoio, tanto che lo stesso ex calciatore dell’Inter – in forza ai nerazzurri dal gennaio 2011 al 2018 – è scoppiato in lacrime nel momento in cui ha appreso della chiamata. Una reazione viscerale, quella del difensore, che racconta di un legame con la maglia della propria terra destinato a riscrivere i parametri della longevità sportiva.

L’assenza pesante e le scelte obbligate del ct

L’entusiasmo per la convocazione del veterano, tuttavia, non può mettere in ombra i forfait eccellenti che Moriyasu è stato costretto a registrare. A saltare la rassegna iridata – in programma dall’11 giugno al 19 luglio – sarà infatti Kaoru Mitoma, l’ala del Brighton il cui infortunio al bicipite femorale, rimediato nell’ultimo turno di Premier League, non gli consentirà di recuperare in tempo per l’impegno nordamericano. “Lo staff medico ha valutato che sarebbe stato difficile rivederlo in forma durante il torneo”, ha dovuto ammettere il selezionatore, escludendo dalla lista anche i convalescenti Wataru Endo, Ko Itakura e Takehiro Tomiyasu.

Una tegola non da poco per una nazionale che, reduce da una striscia di cinque vittorie consecutive, si prepara all’amichevole pre-mondiale contro l’Islanda in programma il 31 maggio a Tokyo. Le assenze, in questo caso, ridisegnano completamente gli equilibri del reparto arretrato, dove l’esperienza di Nagatomo – nonostante non sia più un titolare fisso nella sua squadra di club – diventa un fattore quasi insostituibile.

Giappone, tra record personali e un’edizione da 48 squadre

Quella che sta per iniziare sarà una Coppa del mondo rivoluzionaria sotto molti aspetti: per la prima volta nella storia, infatti, il torneo ospiterà 46 nazionali (nota: i dati ufficiali parlano di 48 squadre, un format che segna l’addio alla vecchia struttura a 32 partecipanti) e si giocherà su tre fronti. L’Italia, come noto, mancherà all’appello per la terza volta consecutiva – una batosta che era costata il posto al vertice della federazione e alla guida tecnica – mentre il Giappone cerca di ripetere l’exploit del 2022, quando uscì agli ottavi di finale solo ai rigori contro la Croazia.

Nagatomo, dal canto suo, non si limita a essere un comparsa: con 15 presenze già accumulate in quattro diverse edizioni (Sudafrica 2010, Brasile 2014, Russia 2018 e Qatar 2022), l’ex terzino dell’Inter ha la possibilità di diventare un’icona assoluta per il calcio asiatico. La sua carriera, costellata da un passaggio vittorioso nel Galatasaray e dall’avventura al Marsiglia, trova così un epilogo romantico laddove tutto era cominciato, tra i saluti commossi e le lacrime che nessun giocatore, nemmeno il più navigato, può davvero controllare.

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