La guerra dei Beckham, Brooklyn ignora gli auguri social di David e Victoria: compleanno senza riconciliazione

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nemmeno il giorno del suo ventisettesimo compleanno, celebrato lo scorso 4 marzo, ha portato a una tregua nella guerra che ormai da mesi lacera una delle famiglie più celebri del Regno Unito. Brooklyn Beckham, il primogenito di David e Victoria, ha compiuto 27 anni e, come da copione, i genitori hanno tentato un approccio pubblico, affidando ai rispettivi profili Instagram dei messaggi d’auguri che avevano il sapore di un gesto distensivo, se non di un vero e proprio ramoscello d'ulivo. David ha postato uno scatto d'archivio che lo ritrae in piscina con la moglie e un piccolo Brooklyn, accompagnando l'immagine con un affettuoso "27 Today. Happy Birthday Bust", usando quel soprannome, "Buster" o "Bust", che da sempre contraddistingue il rapporto col figlio e che l'ex calciatore porta persino tatuato sul collo. Victoria, da parte sua, ha ripreso la stessa fotografia e ne ha aggiunta un'altra, in bianco e nero, in cui i due ridono insieme, scrivendo: "Buon compleanno Brooklyn, ti vogliamo tanto bene".

Eppure, al di là dell’Atlantico, dove ormai risiede stabilmente con la moglie Nicola Peltz, il festeggiato non ha mostrato alcuna intenzione di raccogliere quell’invito, se così si può definire, a riallacciare i rapporti. Il silenzio di Brooklyn è stato assordante e, per certi versi, prevedibile, considerando quanto accaduto appena due mesi fa. A gennaio, infatti, il giovane aveva rotto ogni indugio con un lungo e articolato sfogo a mezzo social, sei pagine di storie Instagram in cui accusava i genitori di aver cercato «incessantemente di rovinare» la sua relazione con Nicola, di aver messo in scena una famiglia perfetta e di aver anteposto il "marchio Beckham" ai veri legami affettivi. In quel contesto, Brooklyn fu categorico: «Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia», un’affermazione che suonava come una pietra tombale su qualsiasi possibilità di dialogo.

L’ombra del passato e le accuse mai sopite

I messaggi d’auguri, per quanto pubblici e carichi di nostalgia attraverso le foto d’infanzia, non hanno fatto altro che riportare alla luce i motivi profondi della frattura. Tra le accuse più pesanti mosse da Brooklyn, infatti, vi era quella relativa al suo matrimonio del 2022, quando, a suo dire, Victoria avrebbe "dirottato" il suo primo ballo con Nicola, invitandolo a ballare in modo «del tutto inappropriato» davanti a cinquecento invitati, mentre sul palco c'era Marc Anthony. Il cantante, interpellato nelle scorse settimane dall'agenzia EFE, ha poi dichiarato che la versione dei fatti diffusa dal giovane Beckham «non riflette la verità», aggiungendo ulteriore benzina sul fuoco di una vicenda che appare sempre più complessa e ricca di zone d'ombra. Brooklyn, nel suo lungo post di gennaio, aveva anche raccontato dell'umiliazione subita quando, in occasione del cinquantesimo compleanno del padre, lui e Nicola furono di fatto esclusi: dopo giorni passati in albergo ad aspettare, David avrebbe accettato di vederlo solo a patto che la nuora non fosse presente, un comportamento che il primogenito definì «uno schiaffo in faccia».

Non va dimenticato, poi, il ruolo della famiglia Peltz in questa complessa dinamica. Nicola, attrice e figlia del miliardario Nelson Peltz, è spesso stata vista come la causa dell'allontanamento, un'idea che Brooklyn ha sempre respinto con forza, ribaltando l'accusa: «La narrativa secondo cui mia moglie mi controlla è completamente al contrario. Sono stato controllato dai miei genitori per gran parte della mia vita». Un controllo che, stando alle sue parole, si sarebbe manifestato anche in pressioni economiche, come la richiesta di firmare i diritti sul proprio nome prima delle nozze, e in un costante tentativo di manipolare l'immagine pubblica della famiglia a scapito della serenità privata.

Il compleanno in America, lontano dai riflettori di Londra

Mentre David e Victoria postavano messaggi colmi di cuori e hashtag, a Los Angeles la celebrazione scorreva su binari completamente diversi. Brooklyn ha trascorso il suo compleanno nella villa di Hollywood che condivide con la moglie, una proprietà da undici milioni di sterline riconducibile per la maggior parte alla famiglia Peltz, e ha ricevuto gli auguri più sentiti proprio da Nicola, che gli ha preparato una sorpresa a base di dolci, condividendo il momento sui propri profili con un messaggio in cui gli augurava la realizzazione di tutti i suoi desideri. Un contrasto netto, quasi simbolico, tra due modi diversi di intendere la famiglia e l'affetto: da una parte l'esposizione mediatica e la celebrazione pubblica, dall'altra la dimensione privata e protetta, lontana dai flash.

Del resto, la distanza geografica, con Brooklyn stabilmente negli Stati Uniti e i genitori a Londra, sembra ormai il riflesso di una distanza emotiva incolmabile. Il fatto che il figlio non abbia nemmeno messo un "mi piace" o ricondiviso i post dei genitori la dice lunga sullo stato attuale delle cose, confermando come le dichiarazioni di gennaio non fossero una semplice tempesta emotiva, ma la presa di posizione definitiva di un ragazzo che, dopo anni passati a subire quella che definisce una «ansia opprimente», ha deciso di tagliare il cordone ombelicale con il "sistema Beckham". La sua assenza dalla festa per i 50 anni di David, lo scorso maggio, era già stato un segnale inequivocabile, ma oggi appare come l'anticipazione di una rottura che, nonostante gli auguri social, appare più solida che mai.

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