Lauren Sánchez risponde alle critiche di Olivia Munn: "Non era solo un sogno personale"
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Redazione Economia
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La polemica sul volo suborbitale di Blue Origin, che lunedì scorso ha portato nello spazio un equipaggio interamente femminile, non si placa. Lauren Sánchez, autrice e compagna del fondatore di Amazon Jeff Bezos, ha replicato alle accuse di "ingordigia" mosse dall’attrice Olivia Munn, difendendo con fermezza la scelta di partecipare alla missione. "Non era soltanto un sogno personale", ha spiegato Sánchez, sottolineando come l’iniziativa avesse un valore simbolico.
A bordo del razzo New Shepard, insieme a lei, erano salite altre cinque donne: la giornalista Gayle King, l’ex scienziata della Nasa Aisha Bowe, l’attivista Kerianne Flynn, l’astrofisica Amanda Nguyen e la pop star Katy Perry, immortalata al rientro mentre baciava il suolo cantando What a Wonderful World. Un gesto che, più dei soli undici minuti di volo, ha finito per rappresentare l’evento agli occhi del pubblico.
Le critiche, però, non hanno tardato ad arrivare. Emily Ratajkowski, in un video su TikTok, ha definito la missione "oltre la parodia", accusando Blue Origin di contribuire alla distruzione del pianeta con voli ritenuti superflui. Olivia Munn, dal canto suo, aveva parlato di "atto di egoismo", sollevando dubbi sull’effettiva utilità di un’impresa più mediatica che scientifica.
Blue Origin, che nel 2021 aveva già suscitato polemiche per i costi e le emissioni dei suoi lanci, ha ribadito l’importanza di promuovere la presenza femminile nel settore aerospaziale. Eppure, c’è chi osserva che celebrare il "primo equipaggio tutto al femminile" nel 2024 suona anacronistico, considerando che la prima donna nello spazio, Valentina Tereshkova, volò già nel 1963




