Putin proclama la tregua di Pasqua, ma l'Ucraina denuncia violazioni e attacchi
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Redazione Esteri
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Nonostante la dichiarazione di Vladimir Putin di un cessate il fuoco in occasione della Pasqua ortodossa, coincisa quest’anno con quella cattolica, le operazioni militari lungo il fronte non si sono fermate. Volodymyr Zelensky, in un post pubblicato su X, ha riferito che nelle prime ore della mattinata le forze ucraine hanno registrato 59 bombardamenti russi e cinque tentativi di assalto, confermando così che la tregua, almeno in alcune zone, è rimasta solo sulla carta.
«L’esercito russo sta cercando di dare l’impressione di rispettare il cessate il fuoco, ma in realtà continua a tentare avanzate isolate e a provocare vittime», ha affermato il presidente ucraino dopo aver consultato il generale Oleksandr Sirski, capo delle forze armate. Se da un lato il Cremlino ha presentato la sospensione delle ostilità come un gesto di buona volontà, suggerito dal Patriarca Kirill, dall’altro i droni hanno sorvolato Kherson e gli allarmi aerei hanno squarciato il silenzio a Kiev, dimostrando che la guerra non conosce pause.
Non è la prima volta che Mosca annuncia una tregua temporanea senza rispettarla fino in fondo. Già nel gennaio 2023, un’analoga dichiarazione non aveva impedito agli scontri di proseguire, mentre i cieli ucraini venivano attraversati da velivoli senza pilota, molti dei quali neutralizzati dalle difese antiaeree. Anche questa volta, dunque, la mossa di Putin sembra avere più un valore propagandistico che concreto, soprattutto considerando che la concomitanza delle due Pasque – evento raro, l’ultima volta nel 2014, anno dell’annessione della Crimea – offre un’occasione di forte impatto simbolico.




