Piraccini, il fondatore di Orogel, e i quattro veneti del made in Italy: ecco chi sono i nuovi cavalieri del lavoro
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Redazione Interno
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L’82enne presidente del gruppo cesenate, Bruno Piraccini, ha voluto paragonare il prestigioso titolo ricevuto dal capo dello Stato a un trofeo calcistico: «La coppa la consegnano al capitano, ma i risultati li ha portati tutta la squadra», ha dichiarato con la consueta umiltà, deviando immediatamente i riflettori dalla sua persona ai 1350 dipendenti dell’headquarter romagnolo e ai soci coltivatori sparsi sul territorio.
Dietro questo riconoscimento, ufficializzato dal presidente Sergio Mattarella nella giornata di ieri su proposta dei ministri Urso e Lollobrigida, si cela una storia di impresa collettiva che trasforma la terra in numeri da capogiro: 400 ettari coltivati, tre stabilimenti in Italia e una capacità produttiva annua di 300mila tonnellate di ortaglie surgelate.
L’orgoglio veneto tra ori e macchinari
Se l’Emilia-Romagna festeggia il suo “re del surgelato”, il Veneto si prende una fetta ben più sostanziosa della torta delle onorificenze: ben quattro sono i nuovi cavalieri espressione della regione, quasi uno su sei del totale dei 25 nominati. Due di questi provengono dalla provincia di Vicenza, dove l’artigianato si fa lusso globale e l’industria scandisce i ritmi dell’innovazione.
Roberto Coin, fondatore e presidente dell’omonimo gruppo orafo, ha saputo esportare l’eleganza del made in Italy in oltre sessanta paesi, mentre Elisabetta Moro, 91 anni, continua a guidare con polso saldo la Pfm, l’azienda di macchine per l’imballaggio fondata nel lontano 1964 a Torrebelvicino.
Dalla pasta all’alta tecnologia: il poker d’assi del nordest
Non è finita qui, ovviamente, perché la pattuglia veneta si completa con altre due figure di spicco che operano su scale geografiche completamente diverse ma accumunate dalla stessa vocazione all’export.
C’è Giorgio Girondi, alla guida del colosso veronese Ufi Filters, specializzato nella produzione di filtri per l’automotive e persino per le scuderie di Formula 1, e Katia Da Ros, amministratore delegato di Irinox: quest’ultima, celebrata dalla stampa locale come la “signora del freddo”, ha portato i suoi abbattitori rapidi di temperatura in 92 paesi, costruendo un impero tecnologico partito dalla provincia di Treviso.
Il governatore Alberto Stefani, interpellato sull’argomento come riportano le agenzie, non ha nascosto l’orgoglio per questa nutrita rappresentanza, sottolineando come le onorificenze firmate Mattarella confermino la dinamicità del tessuto produttivo locale.
Storie di artigianato e radicamento territoriale
Le storie dietro questi 25 volti, seppur diverse nelle traiettorie professionali, si assomigliano tutte in un punto di partenza comune: molti di loro hanno ereditato botteghe artigiane o piccole imprese familiari, trasformandole in gruppi internazionali grazie a un’ostinata scommessa sull’innovazione senza mai recidere il cordone ombelicale con la propria terra.
Oltre a Piraccini e ai quattro veneti, il Quirinale ha voluto premiare eccellenze che spaziano dall’aceto balsamico di Giacomo Ponti al Gpl di Patrizia Zucchi, passando per il vino abruzzese e l’intelligenza artificiale di Translated.




