Trofei Lnp, Bruno Mascolo eletto Mvp italiano della serie A2; e intanto Wembanyama trascina gli Spurs
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Redazione Sport
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La decima edizione del Trofeo LNP, istituito per celebrare i protagonisti del campionato di Serie A2 Old Wild West, ha decretato il suo vincitore per la categoria riservata ai “Mvp italiani”, un riconoscimento che porta il nome di “Fratelli Beretta” e che, quest’anno, è andato a Bruno Mascolo. A comunicarlo è stata direttamente la Lega Nazionale Pallacanestro, spiegando come l’assegnazione del premio sia avvenuta sulla base di un sistema di votazione che ha coinvolto dirigenti, allenatori e capitani dei vari club, i quali hanno così scelto il playmaker della Givova Scafati come il migliore tra i giocatori in possesso della formazione italiana durante la stagione regolare.
Mascolo, nato a Castellammare di Stabia il 4 marzo 1996, è un playmaker di 190 centimetri per 93 chilogrammi, una stazza che gli consente di dominare fisicamente la metà campo avversaria senza mai rinunciare alla lucidità. La sua è stata una stagione da vero e proprio capitano, se si considera che ha portato la sua squadra – alla sua prima annata proprio a Scafati – alla promozione diretta nella massima serie, sigillata da un primo posto in classifica impreziosito da nove successi consecutivi e dodici vittorie nelle ultime tredici gare. Le sue medie parlano di 14.8 punti, 5.6 rimbalzi e 5.2 assist in poco più di trenta minuti di utilizzo, eppure sono i numeri di dettaglio a raccontare la sua influenza: trentadue partite in doppia cifra, sette con almeno otto rimbalzi e altrettante con un minimo di otto assist serviti.
Non è la prima volta, del resto, che Mascolo si ritrova a festeggiare al termine di un campionato di A2; la sua ultima esperienza nel torneo cadetto, prima di questo trionfo, si era già chiusa con la conquista del titolo, quando vestiva la maglia di Tortona nel 2021 e venne nominato Mvp della serie finale. La carriera del trentenne campano – che nel frattempo ha collezionato presenze in Lba con Brindisi, Virtus Bologna e Treviso, arrivando persino a calcare il parquet dell’Eurolega – è sempre stata caratterizzata da una crescita costante, la stessa che lo ha portato a ricevere la convocazione in Nazionale maggiore dal ct Meo Sacchetti nel novembre 2021.
Il ritorno di Wembanyama e la reazione dei San Antonio Spurs
Se nel vecchio continente il basket celebra i suoi eroi nazionali, oltreoceano i riflettori restano puntati sui playoff Nba dove, durante la stessa finestra temporale, Victor Wembanyama ha deciso di rispondere nel modo più categorico possibile alla sua prima, quanto discuta, espulsione in carriera. Il fenomeno francese dei San Antonio Spurs – e i numeri lo raccontano meglio di qualsiasi altra cronaca – ha chiuso gara-5 delle semifinali di Western Conference contro i Minnesota Timberwolves con 27 punti, 17 rimbalzi, 5 assist e 3 stoppate, una prestazione da dominatore assoluto che ha permesso alla seconda forza della regular season all’Ovest di portarsi sul 3-2 nella serie.
L’approccio al match, complice forse la voglia di riscatto dopo l’allontanamento rimediato in gara-4, è stato devastante fin dai primi possessi; Wembanyama ha messo a segno 16 dei primi 24 punti della sua squadra, scavando un solco immediato (24-9) che Minnesota ha provato faticosamente a colmare. I Timberwolves, infatti, sono riusciti a rientrare da uno svantaggio che nel secondo quarto aveva toccato quota 18 punti, confezionando un parziale di 14-2 all’inizio del terzo periodo che ha riportato il punteggio in perfetta parità sul 61. Eppure, la sensazione chiara – che il punteggio finale di 126-97 ha reso ancora più evidente – era che San Antonio non avrebbe perso questa partita.
Lo strappo decisivo nella seconda metà di gara
La reazione degli Spurs è arrivata immediatamente dopo quel momentaneo pareggio, materializzandosi in un parziale di 30 a 12 che ha chiuso di fatto la contesa, portando i texani sul 91-73 al termine del terzo quarto. Wembanyama, al suo rientro in campo dopo la pausa, ha dominato il duello francese con Rudy Gobert – quest’ultimo in grande difficoltà, capace di realizzare una sola azione dal campo in tutta la serata – dimostrando una volta di più come la sua maturità sia inversamente proporzionale alla giovane età.
Dalla panchina, a dare una scossa decisiva, ci ha pensato Keldon Johnson con 21 punti, mentre De’Aaron Fox ha controllato il ritmo della partita e il rookie Dylan Harper – oltre a mettere a referto 12 punti – ha messo il sigillo sulla vittoria con una schiacciata che ha spento ogni velleità di rimonta di Minnesota a cinque minuti dalla sirena. Per i Timberwolves, non sono bastati i 20 punti di Anthony Edwards né i doppi doppi di Julius Randle (17 punti e 10 rimbalzi), neutralizzati dalla lunghezza e dalla intensità difensiva degli avversari.




