Via libera dalla Fcc al primo specchio spaziale: Eärendil-1 porterà il sole a pagamento (e divide gli scienziati)

Via libera dalla Fcc al primo specchio spaziale: Eärendil-1 porterà il sole a pagamento (e divide gli scienziati)
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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il primo di forse decine di migliaia di specchi spaziali in grado di riflettere la luce solare ha ottenuto il via libera al lancio. La startup californiana Reflect Orbital ha ricevuto la licenza dalla Commissione Federale delle Comunicazioni (FCC) degli Stati Uniti per lanciare e gestire il suo primo satellite dimostrativo, un veicolo spaziale che dispiegherà una superficie riflettente di circa 18 metri per lato. Questo satellite, chiamato Eärendil-1, un nome che è un chiaro omaggio al personaggio del legendarium di J.R.R.

Tolkien, dovrebbe essere lanciato entro la fine dell'anno. E potrebbe essere il primo di molti: la Reflect Orbital punta a gestire una costellazione di 50.000 o più di questi veicoli con specchio in orbita terrestre bassa entro il 2035.

Un'idea che affonda le radici nel passato

Il concetto di utilizzare enormi specchi orbitali per illuminare la Terra non è nuovo: il fisico Hermann Oberth ne scrisse già nel lontano 1923, e il progetto fu messo in pratica, seppur in modo sperimentale, dall'Unione Sovietica con il programma Znamya negli anni Novanta. L'idea di Reflect Orbital è quella di vendere la luce solare su richiesta, come se fosse un servizio di pubblica utilità, per alimentare centrali fotovoltaiche dopo il tramonto, prolungare i turni di lavoro nei cantieri edili, o fornire illuminazione d'emergenza in caso di catastrofi.

Il tutto, ovviamente, a un prezzo: si parla di una tariffa di circa 5.000 dollari all'ora per la luce riflessa da un singolo specchio, un costo che la startup giustifica con l'innovatività e i potenziali benefici della tecnologia.

La tecnica del satellite: 18 metri di specchio per un punto di luce di 5 chilometri

Il satellite Eärendil-1, che dovrebbe essere portato in orbita da un razzo Falcon 9 di SpaceX a un'altitudine di circa 625-640 chilometri, dispiegherà una pellicola riflettente quadrata di 324 metri quadrati. Una volta operativo, lo specchio sarà in grado di convogliare un fascio di luce solare sulla superficie terrestre, creando uno spot luminoso di forma circolare con un diametro di circa cinque chilometri. Nella sua fase dimostrativa, la luce prodotta avrà un'intensità paragonabile a quella di una notte di luna piena.

L'obiettivo a lungo termine, però, è molto più ambizioso: con una flotta di decine di migliaia di specchi, la startup californiana promette di fornire fino a 36.000 lux per diverse ore, una luminosità equivalente a quella di una giornata di sole.

Un vespaio di critiche: astronomia, ambiente e ritmi circadiani

Nonostante l'entusiasmo della Reflect Orbital, il progetto ha sollevato un coro di proteste da parte della comunità scientifica, degli astronomi e degli ambientalisti. La American Astronomical Society (AAS) ha espresso una netta opposizione formale, sottolineando in una lettera alla FCC che l'iniziativa rischia di compromettere il lavoro delle strutture astronomiche finanziate con fondi federali.

Gli scienziati temono che l'illuminazione artificiale notturna possa disturbare gravemente i ritmi circadiani, ossia i cicli biologici di luce e buio che regolano il sonno, la veglia, la fioritura delle piante e le rotte migratorie degli animali. Un'alterazione di questi equilibri potrebbe avere ricadute nefaste sugli ecosistemi, sulla salute umana e sulla sicurezza di piloti e automobilisti. Un altro aspetto critico riguarda l'inquinamento luminoso e l'impatto sulla ricerca astronomica: alcune simulazioni stimano che una costellazione di 50.

000 specchi potrebbe rendere il cielo notturno fino a quattro volte più brillante, danneggiando in modo irreversibile le osservazioni astronomiche da terra.

Il via libera della FCC: un passo tecnico, non un'approvazione ambientale

Il via libera della FCC, concesso il 9 luglio 2026, autorizza il dispiegamento del satellite dimostrativo e l'uso delle frequenze radio necessarie per controllarlo. La licenza, della durata di due anni, ha un valore puramente tecnico e non costituisce un'approvazione dell'intero progetto. La Commissione Federale per le Comunicazioni, infatti, non ha valutato l'impatto ambientale o astronomico del progetto, competenze che esulano dal suo mandato.

Qualsiasi espansione futura della costellazione sarà soggetta a revisioni e autorizzazioni separate, e l'azienda dovrà dimostrare di poter operare senza interferenze e gestire i rischi orbitali legati ai detriti spaziali.

La visione a lungo termine: un mercato da 50.000 specchi entro il 2035

La Reflect Orbital ha una tabella di marcia ambiziosa: dopo il test di Eärendil-1, prevede di lanciare altri due satelliti entro il 2026. Tra il 2027 e il 2028, la costellazione dovrebbe crescere fino a superare le 1.000 unità, per arrivare a 5.000 entro il 2030 e toccare quota 50.000 nel 2035. Questa crescita esponenziale richiederebbe un ritmo di produzione e lancio impressionante, con una media di quasi 25 satelliti al giorno negli ultimi anni del piano.

Ma l'ostacolo principale, per ora, rimane l'incertezza normativa e la forte opposizione pubblica e scientifica, che potrebbe frenare o addirittura bloccare lo sviluppo di un'infrastruttura così invasiva per il cielo notturno.

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