Meloni rilancia su premierato e rapporti con Trump, tra politica estera e attacchi sessisti
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni, in un’intervista rilasciata all’Adnkronos, ha tracciato un bilancio della sua politica estera, delineando i rapporti con gli Stati Uniti e l’Europa senza rinunciare a qualche frecciata verso chi, a suo dire, ha tollerato gli attacchi sessisti rivolti alla sua persona. “Con Trump siamo leali, non subalterni”, ha dichiarato, sottolineando come il legame con Washington resti solido ma senza concessioni a una dipendenza politica. Diverso il tono usato per Ursula von der Leyen, con cui – ha assicurato – esiste ormai “una collaborazione consolidata e un rapporto di stima”.
Sul fronte interno, la premier ha ribadito l’intenzione di portare avanti la riforma del premierato, uno dei cavalli di battaglia del suo esecutivo. “Voglio realizzare per intero il programma del centrodestra”, ha aggiunto, puntando a una futura ricandidatura che possa basarsi su risultati concreti. Un messaggio chiaro, rivolto soprattutto agli elettori, nel quale ha rivendicato i progressi in tema di lavoro: “Abbiamo messo al centro la sicurezza”, ha detto, citando l’aumento delle assunzioni e la riduzione del precariato come prove tangibili dell’azione di governo.
Non sono mancati, però, i riferimenti alle critiche ricevute, spesso – secondo Meloni – viziate da pregiudizi di genere. “Subisco character assassination”, ha affermato, denunciando il silenzio di quanti, pur dichiarandosi paladini dei diritti delle donne, avrebbero taciuto di fronte agli attacchi sessisti a suo carico. Una polemica che riaccende il dibattito sul linguaggio della politica, senza però offuscare l’agenda governativa, che resta focalizzata su riforme e misure economiche.




