Trump spinge per Dolan come prossimo papa: l'arcivescovo di New York piace all'ex presidente
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Redazione Esteri
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Donald Trump, interrogato dai giornalisti su chi vorrebbe vedere alla guida della Chiesa cattolica dopo Francesco, ha risposto con una battuta che nascondeva più di un fondo di verità. «Mi piacerebbe essere papa, sarebbe la mia prima scelta», ha detto scherzando, per poi aggiungere, con tono più serio: «Non lo so, non ho preferenze». Ma subito dopo ha lasciato trapelare un nome: «Devo dire che abbiamo un cardinale in un posto chiamato New York che è molto bravo». Il riferimento è a Timothy Dolan, arcivescovo della diocesi statunitense dal 2009, già protagonista della preghiera durante l’insediamento di Trump alla Casa Bianca nel 2017.
Classe 1950, originario del Missouri, Dolan è una delle figure più influenti del cattolicesimo americano. Ordinato sacerdote nel 1976, ha attraversato tutti i gradini della gerarchia ecclesiastica: rettore del Pontificio Collegio Nordamericano a Roma, vescovo di Milwaukee e, infine, arcivescovo di New York. Il suo stile comunicativo, diretto e capace di coniugare tradizione e modernità, lo ha reso popolare anche al di fuori degli ambienti religiosi. Tra il 2010 e il 2013 ha guidato la Conferenza episcopale degli Stati Uniti, dimostrando una solida preparazione teologica e un’abilità nel mediare tra le diverse anime della Chiesa.
Quella di Trump, però, non è solo una simpatica provocazione. L’ex presidente, che in passato non ha mai nascosto le sue simpatie per esponenti conservatori, sembra vedere in Dolan un candidato ideale per il conclave del 2025. Sebbene le sue parole siano state pronunciate con tono leggero, il fatto che abbia citato esplicitamente l’arcivescovo di New York non è passato inosservato. Del resto, Dolan gode di un certo seguito anche tra i cardinali elettori, e la sua nomina a pontefice – seppure improbabile – non sarebbe del tutto priva di sostenitori.




