Marc Marquez detta il passo nelle pre-qualifiche di Austin, cinque italiani in Q2
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La pioggia di cadute che ha caratterizzato il pomeriggio texano – nove in totale, senza conseguenze fisiche per i protagonisti – non ha impedito a Marc Marquez di ribadire, ancora una volta, il suo status di padrone del Circuit of the Americas. Dopo una mattinata complicata, conclusa con una scivolata che gli aveva procurato forti abrasioni, il pilota della Ducati ufficiale ha risposto nel modo più autorevole possibile nella sessione di pre-qualifica del Gran Premio degli Stati Uniti, terzo appuntamento del mondiale 2026. Con un tempo di 2’00″927, il campione del mondo ha sfiorato il record assoluto del tracciato – quel 2’00″864 firmato da Maverick Viñales nel 2024 – dimostrando di aver già ritrovato, nonostante l’incidente mattutino, un ritmo solido sia sul giro secco che con le gomme usate. È lui, con la sua Ducati GP26, l’uomo da battere.
Alle sue spalle, a chiudere una prima fila virtuale che lascia presagire spettacolo, si è piazzato Ai Ogura. Il giapponese della Trackhouse Aprilia, giunto a sorpresa a soli 53 millesimi dal riferimento spagnolo, ha confermato la crescita esponenziale della propria stagione, inserendosi con personalità in una lotta che vede i primi dieci piloti racchiusi in un arco di appena 652 millesimi. La competitività del gruppo, in questa fase, appare estremamente elevata; lo dimostra la classifica di giornata, che ha premiato anche il lavoro di Marco Bezzecchi. Il pilota, reduce dalla doppietta dell’Aprilia nel Gran Premio del Brasile (dove Jorge Martin aveva chiuso secondo e Fabio Di Giannantonio terzo), ha centrato il quarto tempo, confermandosi tra i protagonisti più in forma di questo avvio di campionato.
Una Q2 a tinte tricolori
La giornata di Austin ha regalato un risultato particolarmente positivo per la scuola italiana, che potrà contare su ben cinque rappresentanti nella fase decisiva delle qualifiche di sabato. Oltre allo stesso Bezzecchi, accedono direttamente alla Q2 Franco Morbidelli, Luca Marini, il già citato Di Giannantonio e Pecco Bagnaia. Proprio il campione in carica, attualmente settimo al termine delle pre-qualifiche, ha vissuto una sessione interlocutoria, trovandosi a dover inseguire un Marquez che appare in versione “sceriffo” del Texas. L’attenzione, per il sabato del COTA, è tutta concentrata sulla capacità degli inseguitori di scalfire la supremazia del catalano, il quale, anche in seguito alla scivolata delle FP1, ha saputo mantenere intatta la propria incisività.
Un venerdì segnato dalle cadute
L’aspetto dominante della giornata, oltre ai valori in pista, è stato l’altissimo numero di incidenti registrati nella sessione pomeridiana. Un conteggio che ha raggiunto quota nove cadute, fortunatamente nessuna delle quali ha avuto ripercussioni gravi per l’incolumità dei piloti coinvolti. Questa serie di uscite di pista ha contribuito a rendere la pre-qualifica un evento teso e imprevedibile, interrompendo più volte il fluire delle operazioni e costringendo i team a un lavoro frenetico per ripristinare le moto. Nonostante il clima di tensione, Marquez è riuscito a mantenere la lucidità necessaria per spingere al limite, costruendo il proprio giro veloce con la determinazione di chi considera questo tracciato un proprio feudo personale.
Il programma di sabato e il fattore sprint
Con il programma di oggi, sabato 29 marzo, che prevede la terza sessione di prove libere, le qualifiche e la consueta gara sprint, il paddock texano si prepara a una giornata cruciale per l’economia del fine settimana. La doppietta ottenuta dall’Aprilia in Brasile, con Bezzecchi e Martin sugli scudi, ha aperto un capitolo di incertezza in campionato che Austin potrebbe ulteriormente amplificare. Se Marquez parte con i favori del pronome, la sua stessa prestazione nelle pre-qualifiche – a soli pochi millesimi dal primato assoluto del circuito – indica che il margine di vantaggio, in questa MotoGP sempre più equilibrata, è ridotto al minimo. La capacità di gestire il degrado delle gomme durante lo sprint e di evitare le insidie di un asfalto che si è dimostrato così insidioso sarà determinante per chi vorrà contrastare la rimonta del campione spagnolo.




