La Germania vara la riforma militare e punta a un esercito da 260mila uomini
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Redazione Esteri
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Il governo tedesco, guidato dal cancelliere Friedrich Merz, ha approvato un disegno di legge che riforma radicalmente il servizio militare, il cui obiettivo primario – come dichiarato senza mezzi termini dallo stesso cancelliere – è costruire "il più forte esercito convenzionale della NATO sul lato europeo". Una mossa, questa, che Berlino non esita a definire una risposta necessaria alla minaccia rappresentata dalla Russia, considerata la principale fonte di instabilità per la sicurezza continentale.
Il piano, frutto di un intenso dibattito protrattosi per mesi, non segna un formale ritorno alla leva obbligatoria – abolita ormai nel lontano 2011 – ma istituisce un nuovo sistema, articolato tra obblighi e incentivi, che coinvolgerà tutti i giovani al compimento del diciottesimo anno d’età. A partire dal prossimo anno, infatti, ogni neo maggiorenne riceverà una lettera dalla Bundeswehr; per gli uomini, in particolare, diverrà obbligatorio compilare un questionario per esprimere l’eventuale interesse a un periodo di servizio e, in un secondo momento, sottoporsi a una visita medica di idoneità.
Il ministro della Difesa Boris Pistorius, presentando la legge sulla modernizzazione del servizio, ha sottolineato come "una Bundeswehr efficiente richieda un Paese efficiente", aggiungendo che "un esercito forte, in termini di personale e attrezzature, è il mezzo più efficace per prevenire le guerre". Per raggiungere l’ambizioso traguardo di 260.000 effettivi, il governo prevede un imponente lavoro di ricostruzione delle infrastrutture, a cominciare dalle caserme e dai centri di addestramento, la cui attuale capienza è giudicata del tutto inadeguata.




