Ordigno a Don Bosco distrugge enoteca, il titolare: “Mi avevano chiesto di vendere”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un ordigno artigianale ha distrutto un’enoteca nel quartiere Don Bosco a Roma, provocando danni al locale e paura tra i residenti della zona. L’esplosione è avvenuta all’alba in via Calpurnio Fiamma, dove la deflagrazione ha colpito l’attività commerciale gestita da Giacomo Giuliano e ha danneggiato anche alcune auto parcheggiate nelle vicinanze. Il boato ha svegliato molti abitanti del quartiere Tuscolano, che si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.

Il racconto del proprietario e la richiesta di vendere il negozio

Il titolare dell’enoteca ha raccontato di essere stato avvertito dell’accaduto nelle prime ore del mattino, quando una telefonata lo ha informato dei danni provocati dall’esplosione. Osservando il locale devastato, Giuliano ha ricordato un episodio avvenuto pochi giorni prima: un uomo arrivato in bicicletta gli avrebbe chiesto se fosse interessato a vendere il negozio. Il commerciante ha spiegato di non sapere se esista un collegamento tra quell’incontro e l’attentato, ma ha indicato quella circostanza come l’unico elemento anomalo emerso prima della distruzione dell’attività.

L’enoteca, acquistata dal proprietario nel 2014, non sarebbe stata al centro di precedenti minacce dirette. Giuliano ha riferito di aver chiesto ai dipendenti se avessero ricevuto pressioni o intimidazioni, ricevendo una risposta negativa. Il commerciante ha aggiunto di gestire anche un’altra attività a Guidonia e di essere rimasto colpito dall’episodio, sostenendo di non avere rapporti con ambienti criminali.

Le indagini sull’esplosione e gli elementi raccolti

Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica dell’attacco attraverso i rilievi e le immagini delle telecamere di sorveglianza. Le riprese avrebbero mostrato due persone incappucciate mentre sistemavano l’ordigno davanti al locale prima della deflagrazione. L’esplosione ha provocato danni alla serranda, alle vetrine e agli interni dell’enoteca, coinvolgendo anche strutture vicine.

Secondo i primi accertamenti, l’auto utilizzata per la fuga sarebbe stata lasciata sul posto dopo che l’onda d’urto avrebbe fatto scattare gli airbag. Il veicolo, risultato rubato, è stato abbandonato mentre gli autori si sarebbero allontanati a piedi. Nella zona sono stati trovati anche alcuni oggetti, tra cui passamontagna e un casco, elementi che gli investigatori potranno analizzare nell’ambito degli accertamenti tecnici.

La sequenza di esplosioni nel quadrante est della Capitale

L’episodio di via Calpurnio Fiamma si inserisce in una serie di esplosioni che hanno interessato negli ultimi tempi diversi punti della periferia est di Roma. Nella stessa notte un altro ordigno aveva colpito una sala slot all’Alessandrino, con danni a veicoli parcheggiati vicino all’attività. Le forze dell’ordine stanno verificando eventuali collegamenti tra gli episodi e le modalità utilizzate.

La zona di Don Bosco è considerata dagli investigatori un territorio particolarmente delicato per la presenza storica di interessi criminali nel quadrante sud-est della città. Via Calpurnio Fiamma si trova infatti nell’area associata negli anni all’influenza del clan guidato da Michele Senese, elemento che contribuisce ad aumentare l’attenzione investigativa sull’accaduto.

Durante i rilievi successivi alla deflagrazione sono intervenuti tecnici per verificare i danni alle infrastrutture della strada, dopo che l’esplosione aveva provocato problemi anche a un tombino con il rischio di una perdita di gas.

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