Roma, due bombe nella notte tra Alessandrino e Don Bosco: danneggiate una sala slot e un'enoteca

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una notte di esplosioni ha scosso il quadrante est della Capitale, dove due ordigni rudimentali sono stati fatti detonare a poche ore di distanza l'uno dall'altro davanti ad altrettanti esercizi commerciali. Il primo boato è risuonato poco prima della mezzanotte in via Antonio Bottini, all'alessandrino, danneggiando la saracinesca di una sala slot e due automobili in sosta nelle vicinanze.

Sul posto sono intervenute le volanti della polizia, gli artificieri e gli investigatori della Scientifica, che hanno isolato l'area per eseguire i rilievi tecnici e repertare le tracce della sostanza esplosiva utilizzata.

Il secondo ordigno all'alba in via Calpurnio Fiamma

Circa cinque ore più tardi, intorno alle 5 del mattino, un secondo boato ha svegliato i residenti del quartiere Don Bosco. In via Calpurnio Fiamma, una bomba carta è esplosa davanti a una piccola enoteca, sventrando le vetrate dell'esercizio commerciale e provocando ingenti danni materiali anche a due autovetture parcheggiate a ridosso del marciapiede. La deflagrazione ha coinvolto anche un cassonetto per la raccolta dei rifiuti.

Gli agenti del Distretto Tuscolano hanno chiuso la strada per consentire le perizie e ascoltare i primi testimoni, mentre i residenti, svegliati di soprassalto, si sono riversati alle finestre e sui canali social del quartiere.

Le indagini e le piste al vaglio

Gli investigatori dei commissariati Torpignattara e Prenestino, che hanno ricevuto l'incarico delle indagini, stanno verificando possibili collegamenti tra i due episodi. Elementi utili potrebbero arrivare dalla visione delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle zone interessate, che potrebbero aver ripreso movimenti sospetti prima delle esplosioni o fornire indicazioni sull'identità di chi ha collocato gli ordigni.

Tra le ipotesi al vaglio non c'è soltanto quella del racket: si valuta anche la pista di minacce interne agli ambienti della malavita, in un contesto già segnato da tensioni. Le indagini dovranno accertare se tra i due episodi vi sia un legame strategico o se si tratti di azioni distinte ma riconducibili a medesime dinamiche criminali sul territorio.

La sequenza di attentati nel quadrante est

Le esplosioni dell'Alessandrino e di Don Bosco si inseriscono in una sequenza di attentati contro attività commerciali registrata nell'ultimo periodo nella zona orientale della città. Nella notte di sabato 3 ottobre, un copione pressoché identico si era consumato alla Borghesiana, dove una bomba carta aveva distrutto l'ingresso principale di un salone autoconcessionario affacciato su via Casilina. Nel corso dell'estate si erano verificati diversi episodi analoghi nella stessa area.

La scorsa settimana, cittadini e associazioni avevano organizzato una marcia pacifica per le strade del Tuscolano con l'obiettivo dichiarato di dire no allo spaccio e al degrado.

La richiesta di sicurezza dei residenti

A dare voce all'allarme della zona è il Comitato dei cittadini del VII Municipio, che ha denunciato pubblicamente l'episodio accaduto in via Calpurnio Fiamma. «Svegliati dallo scoppio. Non si può più fingere, vogliamo sicurezza!!», è la posizione diffusa dal Comitato. Parole che restituiscono l'ansia di chi vive nel quartiere e chiede interventi capaci di prevenire nuovi episodi, in una zona dove convivono esercizi di prossimità, famiglie e un tessuto associativo radicato.

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