Roma Est, ordigno davanti a un autonoleggio: la richiesta di due zone rosse
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Redazione Interno
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Un nuovo ordigno esplosivo è stato fatto detonare nella notte tra venerdì e sabato davanti a un autonoleggio a Roma Est, in via Casilina, ai piedi di una palazzina. Il boato, avvertito poco dopo le 2:30, ha svegliato i residenti della Borghesiana e di diversi quartieri limitrofi. L'esplosione ha danneggiato la serranda dell'attività commerciale e un veicolo parcheggiato nelle vicinanze. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante del distretto Casilino Nuovo e la polizia scientifica, che ha avviato i rilievi per repertare tracce utili all'individuazione degli autori.
Gli investigatori stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona per ricostruire i movimenti precedenti e successivi alla deflagrazione.
L'attività colpita e i precedenti giudiziari
L'autonoleggio preso di mira è la Costantino Rent Cars, riconducibile ai fratelli Emanuele e Alessio Costantino, nomi noti alle cronache giudiziarie della Capitale. I due furono feriti il 13 luglio 2021 in un agguato al Roxy Bar di viale Alessandrino: un sicario, identificato in Raul Esteban Calderon, aprì il fuoco contro Emanuele, colpendolo alla spalla e alla mandobola, prima che un inceppamento dell'arma impedisse il secondo tentativo. Per quel fatto, Giuseppe Molisso è stato indicato come mandante e condannato.
Secondo le ricostruzioni investigative, il movente sarebbe riconducibile a un pestaggio subito da un nipote di Molisso, episodio che aveva innescato la ritorsione. La famiglia Costantino ha un passato giudiziario articolato: il padre dei due fratelli, Andrea Costantino, è un pregiudicato attivo nel settore dell'usura, con trascorsi vicini a un clan della zona, e nel 2024 era tornato in carcere nell'ambito di indagini sulla droga. In quelle occasioni, gli inquirenti avevano accertato che in tre circostanze le auto utilizzate per lo spaccio erano state noleggiate dalla società dei figli.
La pista investigativa principale resta comunque quella dell'intimidazione legata agli equilibri criminali del quadrante, ma la matrice dell'attentato non è ancora stata confermata.
L'appello del presidente del Municipio VI
Nicola Franco, presidente del Municipio VI delle Torri, ha commentato l'accaduto con una nota nella quale sottolinea la gravità della situazione. «Una nuova esplosione a Roma Est ha disturbato il sonno di un intero quadrante, a meno di 24 ore dalla grande operazione che ha sgominato un'intera rete criminale tra Gallicano e Tivoli dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, all'estorsione, al sequestro di persona, alle persecuzioni e alla detenzione illecita di ordigni esplosivi e armi», ha dichiarato Franco.
Il presidente municipale ha poi aggiunto che «è un dato di fatto ormai constatare la facilità con cui girino materiali esplosivi nel versante Est della città e che esista uno strano legame tra le piazze di spaccio e il giro delle macchine a noleggio. Quando vengono fermati, gli spacciatori non sono mai dentro auto di proprietà ma sempre dentro macchine prese a noleggio».
Nella sua nota, Franco ha rilanciato la richiesta di misure straordinarie per il territorio: «Ribadiamo la necessità di istituire due zone rosse e di rafforzare i nostri presidi militari, a cominciare dalla stazione Carabinieri di Tor Bella Monaca e dalla stazione Carabinieri Tor Vergata». Il presidente ha ricordato che «a fine 2023 fu una gran festa perché si riuscì a portare il numero di militari della stazione Carabinieri Tor Bella Monaca da 27 a 52, raggiungendo il suo massimo storico, ma oggi ne abbiamo persa almeno una decina».
La richiesta riguarda anche il potenziamento del Commissariato Casilino, «unico presidio di Polizia che deve coprire un territorio di oltre 300mila abitanti con 600 km di strade e una densità territoriale di 113 km quadrati».
Franco ha infine rivolto un appello alle istituzioni, dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al prefetto di Roma Lamberto Giannini, dal questore Roberto Massucci al comandante generale dell'Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo, affinché venga data attuazione ai bandi già emessi dal Municipio per l'apertura di una nuova stazione Carabinieri a Borghesiana e Finocchio e di un nuovo Commissariato tra Villaggio Falcone e Ponte di Nona.
Il quadro delle esplosioni nella zona
L'episodio della Borghesiana si inserisce in una sequenza di attentati con ordigni che ha interessato l'asse della via Casilina negli ultimi mesi. Tra il 28 e il 30 agosto, diverse esplosioni avevano colpito attività commerciali nella zona compresa tra Tor Bella Monaca e Alessandrino. In particolare, un duplice attentato aveva riguardato la Travis Car, autonoleggio riconducibile a Manuel Sammarco, figura nota nel panorama criminale del Quarticciolo.
Nello stesso periodo, un ordigno era esploso davanti a un barber shop di via Salemi, tra Due Leoni e Tor Bella Monaca, danneggiando alcune automobili e parte del palazzo. Un altro episodio aveva interessato un forno di via delle Alzavole, a Torre Maura, gestito da un cittadino egiziano con precedenti. La reiterazione di questi atti lungo lo stesso asse viario ha indotto gli inquirenti a valutare l'ipotesi di un collegamento tra i diversi episodi, sebbene al momento non emergano conferme definitive su un'unica regia.
Il contesto investigativo più ampio
L'esplosione davanti all'autonoleggio è avvenuta a poche ore di distanza da un'operazione dei Carabinieri che ha smantellato una rete criminale attiva tra i comuni di Palestrina, San Cesareo, Zagarolo, Poli, Cave, Gallicano nel Lazio e Colonna, nell'area prenestina e dei Castelli Romani. Su delega della Procura di Tivoli, i militari hanno eseguito misure cautelari per reati che comprendono lo spaccio di cocaina e crack, l'estorsione, il sequestro di persona, il tentato omicidio e la detenzione illecita di ordigni esplosivi.
Le indagini hanno documentato cessioni giornaliere stimate fino a circa 150 grammi di stupefacenti nei territori di Palestrina, Cave, Zagarolo e Poli, oltre a episodi di violenza e intimidazione ai danni di giovani vittime costrette a consegnare denaro e beni. Tra i fatti contestati figura anche un agguato armato avvenuto a Poli, nel quale una persona è rimasta gravemente ferita agli arti inferiori, maturato nel contesto di contrasti legati al controllo delle piazze di spaccio.
La rete criminale smantellata operava anche attraverso atti intimidatori e ritorsivi nei confronti di un intero nucleo familiare, con l'impiego di ordigni artigianali collocati in prossimità delle abitazioni delle vittime.
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