Ordigno esplode davanti al municipio di Castel San Giorgio
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Redazione Interno
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Nella notte tra domenica e lunedì, attorno alle 2.30, un ordigno artigianale è esploso davanti alla sede del Comune di Castel San Giorgio, in provincia di Salerno. L’esplosione, che ha causato danni significativi al portone d’ingresso del municipio, è stata attribuita a una persona incappucciata, fuggita poi in sella a uno scooter. L’episodio, che ha scosso la tranquillità del paese, ha immediatamente richiamato l’attenzione delle autorità locali e nazionali, portando alla convocazione d’urgenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica da parte del Prefetto di Salerno.
La riunione, alla quale hanno partecipato i vertici provinciali delle forze di Polizia, è stata definita “prioritaria” per affrontare un atto che, oltre ai danni materiali, rappresenta un’aggressione simbolica alle istituzioni. La Prefettura, in una nota, ha sottolineato che le indagini sono condotte “con la massima attenzione”, senza escludere alcuna pista. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, coordinati dalla procura di Nocera Inferiore e dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), emerge il possibile legame con il mondo degli appalti, settore spesso al centro di tensioni e conflitti nell’area dell’Agro nocerino-sarnese.
Il Vice Ministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli, ha espresso “la più intensa solidarietà” alla sindaca di Castel San Giorgio, Paola Lanzara, definendo l’attentato “un atto che minaccia la democrazia partecipativa”. Cirielli ha sottolineato come gesti di questo tipo, oltre a intimidire chi rappresenta le istituzioni, rischino di erodere la fiducia dei cittadini nella trasparenza e nel rispetto delle regole. Anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha rivolto parole di sostegno alla collega Lanzara, definendo l’episodio “gravissimo” e auspicando che venga fatta piena luce sui responsabili.
Le indagini, affidate ai carabinieri del reparto territoriale di Castel San Giorgio e al comando provinciale di Salerno, sono coordinate dal colonnello Filippo Melchiorre. Gli investigatori stanno analizzando ogni possibile traccia, inclusi i filmati delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze di chi, nella notte, potrebbe aver notato movimenti sospetti. L’obiettivo è ricostruire non solo l’identità dell’autore materiale, ma anche il movente, che al momento resta avvolto nel mistero.
L’episodio, che ha riportato alla memoria altri atti intimidatori verificatisi in passato nella stessa area, ha suscitato allarme tra i cittadini e le istituzioni locali. Sebbene non vi siano al momento elementi per collegare l’attentato a specifiche organizzazioni criminali, la natura dell’ordigno e la modalità dell’azione lasciano presupporre un gesto premeditato e mirato




