Ordigno alla Romanina, esplosione davanti al condominio: paura nella notte a Roma
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Redazione Interno
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Un ordigno è esploso nella notte davanti all’ingresso di un condominio in via Vincenzo Manzini, nella zona della Romanina a Roma, provocando ingenti danni al palazzo e ad alcune strutture vicine. Il boato è stato avvertito poco prima delle 4 tra venerdì 22 e sabato 23 maggio e ha svegliato i residenti della zona sud-est della capitale. L’esplosione, secondo le prime informazioni raccolte sul posto, sarebbe stata causata da un ordigno rudimentale collocato nei pressi del cancello d’ingresso dello stabile. Non si registrano feriti, ma i danni hanno interessato il cancello condominiale, le vetrate sui pianerottoli delle scale e parte della struttura della soffitta. Coinvolta anche un’auto parcheggiata davanti all’edificio.
La forte esplosione e l’intervento dei soccorsi
Intorno alle 3:54 sul posto è intervenuta la squadra dei Vigili del Fuoco di Frascati, allertata dopo il violento scoppio avvertito dai residenti. Con loro sono arrivati anche gli agenti della Polizia di Roma Capitale e la Polizia Scientifica, che hanno effettuato i rilievi nell’area dell’esplosione. La scena descritta da chi vive nel palazzo è quella già vista in altri episodi simili: il rumore improvviso nella notte, i vetri esplosi, le schegge finite sulle auto parcheggiate e il fumo visibile dalle finestre dei piani superiori. I residenti sono scesi in strada pochi minuti dopo l’esplosione, mentre i soccorritori mettevano in sicurezza l’ingresso del condominio e verificavano eventuali rischi per gli appartamenti.
I danni più evidenti hanno riguardato il portone d’ingresso e le aree comuni del palazzo. Le vetrate dei pianerottoli sono andate distrutte e parte della soffitta ha riportato conseguenze strutturali a causa dell’onda d’urto. Anche un’auto parcheggiata davanti allo stabile è stata colpita dai detriti. Nonostante la violenza dell’esplosione, nessuna persona è rimasta ferita. La dinamica dell’accaduto è ora al centro delle indagini degli investigatori, che stanno cercando di ricostruire le ore precedenti al boato e verificare eventuali collegamenti con altri episodi avvenuti nella stessa area della capitale.
La paura dei residenti e il possibile obiettivo
Nel quartiere la tensione resta alta. I residenti di via Vincenzo Manzini raccontano una situazione di paura che andrebbe avanti da mesi e collegano l’esplosione a precedenti episodi avvenuti nello stesso stabile. Secondo quanto riferito da alcuni vicini, circa un mese fa qualcuno avrebbe tentato di incendiare la porta di un appartamento riconducibile a un giovane appartenente alla famiglia Bevilacqua, indicata come vicina al clan Casamonica. Da giorni, spiegano ancora i residenti, quella persona non si vedrebbe più nel palazzo, ma molti ritengono che l’obiettivo dell’ordigno fosse proprio lui.
Le testimonianze raccolte nella zona parlano di un clima segnato dalla paura più che dal silenzio. Dopo il boato, molti abitanti del condominio hanno aperto le finestre e chiamato immediatamente i soccorsi, trovandosi davanti vetri distrutti e fumo all’ingresso del palazzo. Gli investigatori stanno valutando ogni elemento utile per chiarire il contesto dell’accaduto e verificare la matrice dell’esplosione. Al momento le indagini proseguono senza escludere alcuna ipotesi, mentre l’area è stata sottoposta ai rilievi della Scientifica per individuare tracce e materiali compatibili con l’ordigno utilizzato nella notte alla Romanina.




